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Ben venga la task force anticorruzione creata su invito del premier Matteo Renzi per prevenire nuovi scandali sugli appalti, in particolare sull’Expo 2015 di Milano, ma per sconfiggere veramente la corruzione e il malcostume, la vera task force deve essere la stessa business community e la società, che deve emarginare i corrotti e creare un ecosistema in grado di premiare solo chi agisce secondo legalità. È quanto sottolineato dal presidente di Manageritalia, Guido Carella, a pochi giorni dagli arresti legati all’Esposizione universale, che hanno gettato una nuova macchia sul Paese. La vera task force, sottolinea Carella, “dobbiamo essere tutti noi e il nostro sistema Paese. La corruzione è un danno enorme in termini economici e di immagine. All’estero – aggiunge – siamo visti come un Paese corrotto, come purtroppo ben noto e come confermano i manager italiani che ci vivono e lavorano all’estero, che dichiarano a larga maggioranza (66,4%) e senza mezzi termini che l’Italia è vista come un Paese corrotto”. Serve cambiare registro. “Smettiamola, in primo luogo, di definire manager personaggi equivoci e capaci solo di trafficare nel torbido – sottolinea il presidente di Manageritalia – Smettiamola di tollerare che questi personaggi, pur condannanti, siano poi sempre lì nei posti che contano. Mettiamo in quei posti manager e professionisti veri, scelti per competenza e valutati sui risultati”.