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La lettura della sentenza da parte della Suprema Corte di Cassazione riguardante il processo sui diritti Tv Mediaset. Clicca qui per guardare il video della sentenza

Dopo la sentenza della Cassazione che ha confermato la condanna a 4 anni di reclusione – di cui 3 condonati dall’indulto – per Silvio Berlusconi (fondatore di Mediaset e leader del Pdl), sono ancora sei le vicende giudiziarie aperte nei confronti del Cavaliere. Da Unipol al caso Ruby, dal Lodo Mondadori alla causa civile di separazione dalla moglie Veronica Lario, attraverso una sintesi realizzata dall’agenzia Ansa , riassumiamo tutti gli ‘scogli’ giudiziari che ancora attendono Silvio Berlusconi.

Nastro Unipol - Lo scorso 7 marzo, i giudici della quarta sezione penale del Tribunale di Milano hanno ritenuto il Cavaliere colpevole, assieme al fratello Paolo, di concorso in rivelazione di segreto d'ufficio per la fuga di notizie della famosa intercettazione Fassino-Consorte (“allora abbiamo una banca”) ai tempi della scalata di Unipol alla Bnl, pubblicata su il Giornale nel dicembre 2005. È attesa l'apertura del processo in appello: probabilmente, però, basterà una sola udienza per la dichiarazione della prescrizione del reato che dovrebbe essere intervenuta da poco.

Appello Ruby - L'anno prossimo davanti a giudici della seconda Corte d'Appello di Milano si aprirà il processo di secondo grado sul caso Ruby. Lo scorso 24 giugno, il Tribunale ha condannato l'ex capo del Governo, imputato per concussione e prostituzione minorile, a sette anni di carcere e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici. La prescrizione dovrebbe intervenire nel 2020.

Causa civile separazione da Veronica Lario – Un’altra udienza per Berlusconi al Tribunale milanese sarà il giudizio di merito, previsto all'inizio del prossimo anno, della Corte d'Appello sulla causa di separazione da Veronica Lario. Il Tribunale a dicembre ha disposto che Berlusconi versi 3 milioni al mese di alimenti alla ex moglie. I giudici di secondo grado hanno respinto, in sostanza, la richiesta del leader del Pdl di sospendere d'urgenza l'esecuzione provvisoria della sentenza, concedendo all'ex premier solo un piccolo 'sconto’: dovrà versare l'assegno mensile non a partire da maggio 2010, bensì da settembre dello stesso anno.

Lodo Mondadori - Il 27 giugno davanti alla terza sezione civile della Cassazione è stato esaminato il ricorso di Fininvest contro la sentenza di secondo grado con cui era stata condannata a versare oltre 560 milioni alla Cir per la vicenda del Lodo Mondadori. Si è in attesa del verdetto della Suprema Corte.

Compravendita Senatori - Sempre il 27 giugno, per il leader del Pdl a Napoli è cominciata l'udienza preliminare (proseguita anche il 19 luglio) dopo che la Procura, il 9 maggio scorso, ha chiesto il suo rinvio a giudizio con l'accusa di corruzione per avere versato in nero tre milioni di euro a Sergio De Gregorio, all'epoca senatore eletto nell'Idv, al fine di farlo 'migrare’ nelle file del centrodestra e rendere precaria la già difficile vita del governo Prodi. Oltre che per il Cavaliere, il rinvio a giudizio è stato chiesto per lo stesso De Gregorio e per l'ex direttore dell'Avanti, Valter Lavitola.

Vicenda escort Bari - Lo scorso 20 luglio, la Procura di Bari ha chiuso le indagini nei confronti di Silvio Berlusconi e l'ex direttore dell'Avanti Valter Lavitola per un filone del 'caso escort'. L'accusa è induzione a rendere dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria. Per i pm, l'ex premier per due anni avrebbe pagato l'imprenditore pugliese Gianpaolo Tarantini in cambio del suo silenzio su una serie di informazioni di cui era a conoscenza e delle 'bugie’ che avrebbe raccontato nel corso degli interrogatori cui è stato sottoposto dai magistrati baresi (tra luglio e novembre 2009) che stavano indagando sulla vicenda. Tarantini oltre a mezzo milione di euro, avrebbe ottenuto la promessa di un lavoro e la copertura delle spese legali per i suoi processi.

Sentenza diritti Tv Mediaset. La recente decisione della Cassazione ha confermato la condanna nei confronti di Silvio Berlusconi in quanto ideatore del meccanismo delle frodi fiscali di Mediaset nella gestione finanziaria dei diritti televisivi. I giudici della Suprema Corte hanno rigettato il ricorso di Berlusconi, tranne che per la parte riguardante la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici (una diversa sezione della Corte d’Appello di Milano dovrà rideterminare l’entità del periodo di interdizione). La condanna del leader del Pdl diventa così irrevocabile, come quelle inflitte ai suoi co-imputati: il produttore cinematografico Frank Agrama (condannato a 3 anni) e gli ex manager di Mediaset Gabriella Galetto (1 anno e 2 mesi) e Daniele Lorenzano (3 anni e 8 mesi). La decisione rende subito esecutiva la pena residua di un anno. Intorno al 15 ottobre Berlusconi dovrà scegliere tra l’affidamento ai servizi sociali e gli arresti domiciliari.