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“Concorrenza sleale”. Con questa motivazione il tribunale di Parigi ha condannato Nespresso France, Nestlè Nespresso e Nestlè SA, la casa madre, a una multa di 500 mila euro, più 40 mila euro di spese legali sostenute dalla svizzera Ethical coffee company (Ecc) che, nel 2012, aveva sporto denuncia in Francia per una presunta campagna di denigrazione sistematica da parte di Nespresso. I giudici hanno dato ragione a Ecc, sostenendo che Nespresso ha tentato di impedire la commercializzazione delle sue capsule instillato nei potenziali clienti dei dubbi sulla compatibilità delle capsule con le macchine Nespresso e sulla qualità del caffè. Nespresso, che aveva tentato invano di impedire la commercializzazione delle capsule Ecc in Svizzera e Germania, si è detta “delusa” dalla decisione del tribunale e si prepara a valutare gli estremi di un appello.
Perdere quote di mercato in Francia sarebbe un duro colpo per l’azienda; qui, dove il 73% delle macchine per caffè in capsule sono a marchio Nespresso, la società svizzera realizza il 25% del proprio fatturato (poco meno di 500 milioni di euro).