Le cause civili per danni alle auto causate dall'asfalto dissestato appesantiscono i bilanci dei Comuni italiani © clauddina

Sono 180 i Comuni a rischio fallimento in Italia. Per 63 il ministero dell’Intero ha già varato procedure fallimentari, mentre 120 sono in fase di ristrutturazione.

Che cosa vuol dire per i cittadini? Servizi al minimo, nessuna manutenzione di strade e acquedotti, tasse locali alle stelle e beni in vendita per pagare i creditori.

Repubblica racconta il caso limite di Casal di Principe, comune tristemente noto per la camorra ma anche per un record singolare: 20 milioni di debiti, quasi mille euro per ciascuno dei 16 mila abitanti. Così il sindaco deve tagliare, mentre 700 domande di assegni familiari sono bloccate e metà delal popolazione ha problemi con l’acqua corrente. Il commissario del Viminale paga i conti mentre prova a fare ordine nei bilanci.

Di esempi ce ne sono tanti: come Alessandria, 200 milioni di debiti come Caserta che ha però solo 77mila abitanti contro i 90 della città piemontese.

Tra i Comuni in pre-dissesto ci sono invece Catania, Messina, Reggio Calabria, Frosinone: per loro rinvii dei pagamenti e niente interessi di mora per una bella boccata di ossigeno. Ma si annunciano anni di lacrime e sangue, mica come per Roma che ha scaricato i debiti in una bad company ripartendo con i conti immacolati.