Ecco come cambierà l’Italia nei prossimi 20 anni

L’Italia è un Paese per vecchi. E lo sarà sempre di più in futuro: se oggi gli over 65 sono poco più di uno su cinque, stando ai dati Istat, nel 2040 un italiano su tre avrà più di 65 anni. Fra poco più di 20 anni dunque saremo la Nazione più vecchia del mondo. Con quali conseguenze? Ha provato a capirlo Moody’s, scandagliando tutte le ripercussioni sulla nostra economia e sulla nostra società. Innanzitutto, com’è ovvio, crescerà la spesa per pensioni e sanità, che incideranno soprattutto sui conti delle regioni. Non solo. È probabile che i settori che vivono sugli investimenti dei giovani entreranno in crisi: ristoranti, abbigliamento e calzature non potranno contare su grandi entrate, visto che gli anziani spendono meno in queste cose, per cui non navigheranno in acque molto tranquille nel prossimo ventennio. Gli esperti prevedono un futuro difficile anche per il settore dei trasporti: i passeggeri degli aerei saranno sempre meno e strade e autostrade saranno più sgombre, con un possibile impatto negativo sugli incassi da pedaggi e sulle spese per carburanti. Cattive notizie anche per il settore immobiliare: le persone che acquisteranno casa diminuiranno progressivamente, spingendo i prezzi al ribasso. Tuttavia, i grandi centri potrebbero risentire meno del fenomeno grazie all’immigrazione dei giovani da fuori.

L’Italia dei prossimi 20 anni avrà sempre più bisogno di assistenza

Di contro, ci sono settori che guadagneranno grazie all’invecchiamento della popolazione. “Le aziende nel settore alimentare, assistenza medica e assistenza domiciliare potrebbero effettivamente beneficiare” spiega Ernesto Bisagno, vice presidente di Moody’s Senior Credit Officer. Si prevede poi un aumento dei consumi di gas ed energia anche se l’aumento potrebbe essere in parte compensato “dai miglioramenti tecnologici in tema di efficienza energetica”.
E per quanto riguarda il comparto finanziario? Da un lato, istituti bancari e assicurazioni vedranno una crescita di depositi e di prodotti assicurativi vita, dall’altro dovranno fare i conti con un calo della domanda di credito.
Naturalmente, il tasso di occupazione si ridurrà in maniera significativa. Nei prossimi 20 anni, la popolazione in età lavorativa potrebbe scendere del 13%: a quasi parità di popolazione, ci saranno cinque milioni di persone in meno al lavoro.