Bud Spencer, nome d'arte di Carlo Pedersoli, è morto all'età di 86 anni

Ci lascia il “gigante buono” del cinema italiano: si è spento, all’età di 86 anni, Bud Spencer, all’anagrafe Carlo Pedersoli. «Papà è volato via serenamente alle 18.15. Non ha sofferto, aveva tutti noi accanto e la sua ultima parola è stata “grazie"», spiega il figlio. Il mondo del cinema si stringe ai familiari, nel ricordo dell’attore. «Scompare un grande interprete del nostro cinema che nel corso della sua lunga carriera ha saputo divertire intere generazioni e conquistare il pubblico con la sua grandissima professionalità», commenta il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini. «Sono sconvolto, ho perso il mio amico più caro», commenta l’attore Terence Hill, «siamo l’unica coppia a non aver mai litigato. Tra noi non c’era invidia e insieme ci divertivamo anche tanto. Ci capivamo al volo».

LA VITA. Classe 1929 e napoletano d’origine, Carlo Pedersoli si trasferisce a Roma all’inizio degli anni Quaranta in seguito al trasferimento lavorativo del padre. Nella Capitale Pedersoli inizia una promettente carriera nel nuoto: oltre alle varie medaglie, negli anni 50 entra nella storia come il primo italiano a infrangere la barriera del minuto, per l’esattezza 59”5, nei 100 metri stile libero. Ben due le Olimpiadi a cui partecipa, nel 1952 e nel 1956. Tuttavia il suo destino è il cinema. La svolta arriva nel 1967 quando accetta di partecipare al film Dio perdona…io no! e conosce Mario Girotti: colui che diventerà il suo compagno di avventure. Nascono così Bud Spencer e Terence Hill e l’inedito filone, tutto italiano, a loro associato: il “western comico”. Insieme i due attori sono protagonisti di diversi cult, tra cui Lo chiamavano Trinità (1970), Più forte ragazzi (1972), Altrimenti ci arrabbiamo (1974), Porgi l’altra guancia (1974), ma la carriera di Spencer funziona anche come solista: tra i suoi film, Piedone lo sbirro , Piedone a Hong Kong , Piedone l’Africano , Bomber . Al cinema si aggiunge poi la televisione: qui la coppia decide consensualmente di prendere strade separate. Terence Hill indossa la tonaca di Don Matteo , mentre Spencer si cimenta con una serie di fiction, tra cui Big Man (1988) a Detective extralarge (1991-1993).

NON SOLO CINEMA E TV. Tuttavia la carriera di Pedersoli va ben oltre ai successi conquistati nello sport, nel cinema e nella tv. Nel corso della sua vita l’attore spazia tra i mestieri più disparati. Quando era ancora giovane, segue il padre in Sudamerica, e qui lavora come operaio prima per un’impresa Usa impegnata nella costruzione della Panamericana, poi presso l’Alfa Romeo di Caracas. Dopodiché dalla metà degli anni Settanta fino agli anni più recenti, prende la licenza di pilota di elicottero, lancia una linea di jeans, fonda la compagnia aerea Mistral, produce documentari, scrive alcune canzoni e pubblica la propria biografia, Altrimenti mi arrabbio: la mia vita . Sette le lingue che parlava correttamente, tra cui il tedesco. «Nella mia vita ho fatto di tutto ma proprio di tutto. Solo due cose non ho potuto fare: il ballerino classico e il fantino», dichiarò lo stesso Spencer.

UN UOMO DI FEDE. Spencer era anche un uomo di fede e, a dispetto della sua immagine ilare e divertente, parlava spesso della morte e della sua curiosità su quello che sarebbe accaduto dopo: «Quando il Padreterno mi chiamerà, voglio andare a vedere che cosa succede. Perché se non succede niente, m’incazzo. M’hai fatto alzare ogni mattina per ottantasette anni per non andare, alla fine, da nessuna parte? Io, di fronte a tante cose enormi che non comprendiamo, mi posso attaccare solo a Lui. E sperare che quando mi chiamerà, mi si chiarirà tutto. Perché oggi, mi dia retta, non si capisce proprio più niente».