I poliziotti dei reparti di intervento francese (Bri) sono stati mobilitati a Parigi e in tutta la Francia © Getty Images

A poche ore dall’attacco terroristico a Charlie Hebdo, scatta l’allarme anche in Italia. L’appello dei terroristi lascia infatti intendere che la Francia non sarà l’unico obiettivo: il loro scopo è «uccidere gli infedeli, entrare in azione dove e come si può, investire, sparare, decapitare, perché la jihad è un dovere», come hanno ripetuto in tv e su internet in Siria e in Iraq.

Da qui, la decisione del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, di convocare il Comitato di analisi strategica Antiterrorismo per adottare delle misure ad hoc. «Le organizzazioni terroristiche hanno palesato sia una capacità di attrazione e di reclutamento di soggetti, i cosiddetti foreign fighters, al di fuori dei contesti di origine, sia un’inusitata ferocia nel portare attacchi ad obiettivi dei Paesi stranieri che si oppongono ai loro disegni e alla loro visione radicale», si legge nel testo del provvedimento adottato.

ITALIA NEL MIRINO. Secondo il Comitato «l’Italia può essere nel mirino perché siamo parte di una coalizione internazionale che combatte il terrorismo, ospitiamo il Papa, che più volte è stato citato nei proclami del califfo dell’Isis e siamo dunque parte di un’area del mondo che può essere bersaglio. Non possiamo sottovalutare alcun elemento, neanche il più apparentemente insignificante».

Per quanto riguarda lo specifico delle misure straordinarie adottate, il Viminale ha deciso di attenuare in alcuni casi la legge sulla privacy per permettere alle forze dell’ordine di accedere ad alcuni dati sensibili. Temporaneamente sospeso anche il taglio, deliberato alcuni giorni fa, del numero dei militari impegnati nella protezione degli obiettivi sensibili: sarebbero dovuti scendere da 4.250 unità a 3 mila. Verrà inoltre stilata una black list dei siti internet i cui contenuti vanno rimossi, per evitare meccanismi di emulazione.

ALLERTA MASSIMA. Ospite a Porta a Porta su RaiUno, Alfano ha poi commentato: «Abbiamo un livello di allerta elevatissimo benché non ci sia nessuna traccia concreta di un segnale specifico organizzativo di eventuali attentati. Abbiamo rafforzato le misure di protezione, tutti gli obiettivi possibili sono presidiati, in particolare quelli francesi, americani ed ebraici. Stiamo dando il meglio di noi stessi. Siamo di fronte a una sfida immane, grandissima. C'é bisogno non di parole razziste ma di lucidità e di una strategia chiara: le posizioni estremiste alimentano odio e reazioni a catena».