Il maltempo arriva fin dentro la Camera dei deputati: i lavori saranno ‘congelati’, infatti, dal 6 al prossimo 14 dicembre. Giochi di parole a parte, la decisione di sospendere l’attività parlamentare a Montecitorio è stata presa ieri pomeriggio dai capigruppo di Montecitorio, dove è passata la richiesta avanzata dal Pdl di non esaminare in Assemblea provvedimenti prima del 14 dicembre prossimo, quando si voterà la mozione di sfiducia al governo. Una chiusura quindi ‘per fiducia’ che ha trovato l’opposizione del centrosinistra (e non dei finiani), che hanno insistito affinché fosse rispettato il calendario già fissato. “Abbiamo chiesto che in pendenza di una mozione di sfiducia non sia opportuno che in Aula si affrontino questioni delicate, in quanto prevale la questione di carattere generale” ha spiegato Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera.

Chiusura ‘per fiducia’ o ‘per ponte’?
E’ anche vero, però, che chiudere le attività alla Camera per una settimana, proprio in occasione delle feste dell’immacolata (mercoledì 8 dicembre), suona più come la scelta dei deputati di prendersi ponte un po’ più lungo del solito. “È scandaloso che la Camera la settimana prossima non lavori - ha tuonato Antonio Di Pietro (Idv) -. In un momento di crisi economica di questa portata, con tantissimi operai in cassa integrazione, insegnanti condannati al precariato o lasciati per strada, famiglie che non arrivano alla fine del mese, i deputati si concedono il lusso di una settimana di ferie a spese dei contribuenti. La pausa - ha aggiunto - è un vero schiaffo a chi lavora e a chi un lavoro non ce l'ha”.