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La storia di Branca e il suo museo impresa

La storia di Branca e il suo museo impresa Torna a Branca compie 170 anni: un francobollo e un libro per l'evento
Mercoledì, 27 Maggio 2015


L’importante collezione del Museo Branca, accessibile a tutti presso la sede di via Resegone, 2 a Milano (su prenotazione). In occasione di Expo 2015, da maggio ad ottobre sono previste aperture straordinarie per sette giorni su sette. Nella stessa sede è rimasto anche lo stabilimento storico dove vengono prodotti gli spirit Branca, ulteriore segno del forte legame con la città di Milano, rimasto immutato nel tempo.

LA STORIA DI BRANCA. Nel 1845 Bernardino Branca e i suoi tre figli iniziarono infatti l’avventura che portò nel mondo il primo e più famoso prodotto dell’azienda, il Fernet-Branca, frutto della loro inventiva e intraprendenza: un prodotto con erbe e radici provenienti da quattro continenti, la cui formula segreta, tuttora custodita dalla famiglia Branca, ha dato vita a un elisir dalle qualità tanto benefiche da essere stato a lungo venduto nelle farmacie. La decisione di investire fin da subito in ricerca, insieme alla scelta di seguire le rotte degli italiani in Europa e oltreoceano, soprattutto negli Stati Uniti e in Sud America, furono le due grandi intuizioni della famiglia Branca, che hanno segnato l’esordio di una storia unica, contraddistinta dall’attenzione all’innovazione nel rispetto delle tradizioni, come ricordato nel leitmotiv aziendale “Novare Serbando” (rinnovare conservando).

La Fratelli Branca è stata anche pioniera nel campo della pubblicità, al punto che qualcuno disse poi che Bernardino Branca “stava inventando il marketing e non lo sapeva”. Molte campagne, realizzate dalle più importanti firme della grafica d’autore, diventarono storiche. Come il manifesto che diventò poi logo dell’azienda realizzato nell’Ottocento dall’illustratore Leopoldo Metlicovitz: un globo terracqueo sorvolato da un’aquila che tiene tra i suoi artigli, quasi come una conquista, la bottiglia di Fernet-Branca, depositandola in ogni parte del mondo. Con grande lungimiranza, in Branca si iniziò fin dall’Ottocento a scrivere manifesti e locandine in lingue straniere: francese ma anche russo e arabo. E già tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento venne realizzato il primo esempio di merchandising, con la personalizzazione di posacenere, carte da gioco e taccuini da borsetta.

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