© Terry Feuerborn

Una banca tutta al femminile per rispondere ai bisogni delle donne. È questa una delle iniziative promosse dal governo indiano per affrontare gli squilibri di genere all’interno del Paese, scosso negli ultimi tempi da numerosi casi di violenza sulle donne denunciati dai media. La Bharatiya Mahila Bank, finanziata con 10 miliardi di rupie (circa 115 milioni di euro) e il cui progetto è stato inserito nel bilancio statale 2013/2014, avrà la sua sede principale a Delhi e punta a essere operativa già dal mese di novembre. Nelle scorse settimane, infatti, è stata avviata una campagna di assunzione dedicata a reclutare 115 funzionari di banca. I requisiti? Possedere una laurea, saper utilizzare un computer e, soprattutto, non essere uomo.
L’istituto di credito, infatti, sarà gestito esclusivamente da donne, a cominciare dal suo amministratore delegato, la 55enne Usha Ananthasubramanian, attualmente direttore esecutivo della Punjab National Bank, che lascerà a fine ottobre per prendere in mano le redini della Bharatiya Mahila Bank. L’istituto non rinuncerà ai depositi maschili ma la sua vocazione sarà quella offrire servizi finanziari alle donne che, secondo l’ad della futura banca, hanno un forte senso degli affari ma nessuna opportunità di sostegno o fondi. Almeno finora.