Termina una parte della battaglia legale tra Bernardo Caprotti e i suoi figli per il controllo della catena di supermercati di Esselunga. I giudici della Cassazione hanno dato definitivamente ragione al fondatore, ormai novantenne, respingendo il ricorso presentato dai figli Violetta e Giuseppe contro l’arbitrato per riottenere le azioni del gruppo. Era il 2011 quando il padre Bernardo si era re-intestato le azioni del gruppo che aveva assegnato agli eredi a fine anni ’90; i due figli hanno combattuto in tutti i gradi del lodo arbitrale e contemporaneamente hanno aperto una causa civile per veder riconosciuti i loro diritti. Oggi resta pendente solo la causa civile per la quale una sentenza definitiva dovrebbe arrivare entro l’estate.

“Si chiude definitivamente una storia che va avanti da tanti anni”, ha commentato l’avvocato Marcello Molè, componente del collegio legale che ha assistito Caprotti. “È stato respinto il tentativo di assalto alla posizione di Bernardo Caprotti, coltivato attraverso una serie di giudizi. Oggi questa decisione della Cassazione mette la parola fine alla vicenda”.