Lorenzo Bini Smaghi © GettyImages

Lorenzo Bini Smaghi

La scadenza del mandato del francese Jean-Claude Trichet e l’arrivo di Mario Draghi al vertice della Banca centrale europea è ormai imminente: se entro il 1° novembre non ci sarà un passo indietro di Lorenzo Bini Smaghi, l’Italia avrà due rappresentanti all’interno della Bce; una cosa che non piace assolutamente alla Francia, ma che piace ancora meno al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che non riuscirebbe a rispettare le promesse fatte al presidente Nicolas Sarkozy. Per questo il pressing sul membro del board dell’Eurotower, che non arriva solo dal governo ma anche dall’opposizione, si sta facendo così asfissiante. “Il problema è che qualcuno possa pensare di comportarsi contro gli interessi del proprio Paese, in questo modo causando uno spiacevole incidente con un paese amico”, ha dichiarato in un programma di questa mattina sulla rete Mediaset. “Confido nel suo senso dello Stato – aggiunge – nel suo dovere di responsabilità che certo non mancano al dottor Bini Smaghi perché questa situazione spiacevole che si è creata e della quale il governo non ha alcuna responsabilità, si sblocchi al più presto”. Il problema è proprio l’impossibilità del governo di agire sulle decisioni di Bini Smaghi che, rifiutati alcuni incarichi offerti a livello nazionale, ha intenzione di far valere l’autonomia della Banca centrale europea concludere il suo mandato a Francoforte.
La doppia presenza italiana in Banca centrale europea non sarebbe un problema così grave: già nel 2002, con l’arrivo di Trichet, si dovette aspettare circa un anno e mezzo perché il francese Noyer lasciasse la sua carica. Il problema è la parola data da Berlusconi. Quando Draghi fu designato alla Bce “mi ero impegnato a sostenere la candidatura di Mario Draghi in cambio di impegni precisi”. Da Francoforte Bini Smaghi. L'impressione che filtra è che richieste di dimissioni pubbliche rischiano di irrigidire ulteriormente la Bce nella difesa della sua autonomia protetta dai Trattati. Alcuni stralci di un parere legale interno, trapelati nei giorni scorsi, fanno capire che l'Eurotower non vuole che un cambio della guardia in coincidenza con l'arrivo di Draghi crei un precedente. È possibile che il fiorentino non lasci prima di fine anno, anche se ci starebbe riflettendo per non alienarsi troppe simpatie in Europa.