Una riforma valiata nel 2010 diceva che: metà dei proventi derivati da autovelox, dovevano essere girati dai comuni agli enti proprietari delle strade dove sono installate le telecamere come: province, regioni, e stato. Ovviamente per rendere valida questa regola, occorreva un decreto, che non è mai stato fatto. Da oggi, come segnala il sito della Polizia Municipale: poliziamunicipale.it, arriva un chiarimento dell’Anci, l’associazione dei comuni. Questo chiarimento segnala che, anche se il decreto non è mai stato attivato, i comuni sono obbligati a rispettare i vincoli di destinazione dei proventi delle multe. L’articolo 142, comma 12-quater del codice impone agli enti locali di trasmettere in via informatica a Roma, entro il 31 maggio di ogni anno, una composita relazione in cui sono indicati, con riferimento all'anno precedente, l'ammontare complessivo dei proventi di propria spettanza con la specificazione degli oneri sostenuti per ciascun intervento. Ora insorge un problema; Ad oggi ci viene comunicato che gli enti non hanno il sistema informatico adeguato per comunicare il rendiconto ai ministeri riguardanti gli importi incassati. Non essendoci un sistema all'altezza, si naviga a vista e si procede con grande approssimazione. Per questo motivo l'associazione dei comuni è intervenuta nuovamente specificando che nella confusione normativa resta in vigore il comma 3 dell'art. 25 della legge 120/2010 il quale dispone l'applicabilità della novella a far data dall'esercizio successivo a quello di emanazione del decreto mancante "ed in ogni caso all'esercizio successivo a quello in corso". Per il 2015 sarà necessario continuare a tenere una contabilità separata tra i proventi autovelox e tutti gli altri importi sanzionatori. E anche accantonare le somme incassate in attesa che la questione venga definitivamente risolta dal ministero. Ma la verità è: finché non diventerà attiva questa norma, chi ci dice dove vanno a finire realmente i nostri soldi?