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Intervista a Domenico Falcone, presidente Fijlkam

Intervista a Domenico Falcone, presidente Fijlkam Torna a Arti marziali: dall'Oriente con furore
Venerdì, 31 Marzo 2017

 

Intervista a Domenico Falcone, presidente della Fijlkam, impegnato a preparare il debutto della nazionale di karate ai Giochi 2020

Fijlkam: è il nome dell’unica federazione italiana delle arti marziali riconosciuta dal Coni. Nata nel 1902, negli anni la Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali ha visto discipline entrare e uscire dalla propria orbita (due su tutti: i pesi e il kung fu), nonché una rosa molto variegata di cloni farle concorrenza. Oggi è guidata da Domenico Falcone: entrato in corsa nel 2014 in seguito alla prematura scomparsa del presidente Matteo Pellicone, è stato poi confermato alla guida della Fijlkam a dicembre 2016. A lui il compito di debuttare a Tokio 2020 con la prima nazionale di karate e far valere il suo ambizioso piano strategico.

Come vi preparerete ai Giochi?
Sicuramente non sarà facile qualificarsi a Tokyo: i posti per il karate sono pochi, ossia un’ottantina. Per questo ho previsto il Progetto Tokyo: i nostri migliori atleti verranno presso il centro olimpico per allenarsi quasi permanentemente. Per eccellere nelle nostre discipline è, infatti, fondamentale avere dei partner all’altezza: qui possono trovarli, anche grazie alle collaborazioni strette con le altre federazioni straniere.

Il debutto del karate ai Giochi aiuterà anche a bonificare il settore dalle numerose federazioni alternative alla Fijlkam?
Ce lo auguriamo, perché l’esistenza di così tante realtà ha generato molta confusione. Ciascuna federazione ha il suo regolamento e il proprio circuito di gare: ci ritroviamo con dieci campionati mondiali e dieci europei. A Tokyo però sono ammessi solo i nostri tesserati. Tuttavia uno dei miei obiettivi è proprio quello di instaurare un dialogo con le altre federazioni di karate, per trovare dei punti di contatto.

Quali sono gli altri obiettivi del piano?
In primo luogo il miglioramento della formazione: le arti marziali sono discipline in continua evoluzione e abbiamo bisogno di allineare quanto viene insegnato sui fondamentali. Dobbiamo promuovere anche la formazione dei dirigenti. Dal punto di vista economico, vorremmo infine ridurre il gap tra i contributi erogati dal Coni, che oggi coprono quasi il 60% delle nostre entrate, e i ricavi da sponsor e autofinanziamenti. A tal scopo faremo un restyling del nostro centro.

Le arti marziali sono molto più numerose di quelle rappresentate dalla Fijlkam: avete scartato l’idea di dare vita a un’unica realtà rappresentativa?
Credo che si tradirebbe lo spirito stesso delle arti marziali: ci sono realtà molto serie, con tradizioni distinte, che trovano la loro ragione d’essere proprio nella autonomia. Inoltre le arti esistenti sono così numerose che sarebbe operativamente impensabile gestirle tutte quante…

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