Laura Boldrini, presidente della Camera dei Deputati

Un miliardo di euro l’anno. È questo, euro più o euro meno, l’ammontare complessivo, dei costi sostenuti ogni anno dallo Stato per la sola Camera dei Deputati. Oltre la metà della cifra se ne va in costi del personale, presente e passato. Se i 1.500 lavoratori di Montecitorio (non parliamo quindi solo dei deputati, ma di tutti gli impiegati) costano la bellezza di 310 milioni di euro ogni anno, altri 227 milioni se ne vanno per le pensioni degli ex. Cifra che non è affatto difficile da raggiungere se pensiamo che un centralinista con dieci anni di anzianità ha una retribuzione lordo di oltre 50 mila euro, destinata a superare i 130 mila euro a fine carriera.

Ci sono quindi le spese per la ristorazione, per gli affitti (qui si spende 40 milioni di euro ogni anno) e una serie di costi relativi al mantenimento di tutta la macchina che fa muovere (o almeno esistere) la maggiore della camere del Parlamento italiano. Spese che il presidente Boldrini, che sta lavorando al nuovo bilancio pluriennale, ha intenzione di ridurre notevolmente. L’appuntamento per sapere se ce la farà è fissato per il prossimo 21 luglio quando è in programma la presentazione del nuovo bilancio per i prossimi anni.