I dati che emergono dal Global Gender Gap Report 2010, la classifica stilata annualmente dal World Economic Forum sulla condizione femminile nel mondo, sono per il nostro paese, a dir poco, negativi.
Nella classifica mondiale l’Italia occupa, infatti, la 74esima posizione, su un totale di 134 paesi. Posizione molto bassa in classifica, che ci colloca ultimi in Europa e dietro anche a paesi come Vietnam, Tailandia, Ghana e Tanzania.
Negli ultimi cinque anni dei 114 paesi presi in esame l’86% ha registrato un miglioramento delle differenze di genere, mentre solo il 14% ha visto un peggioramento, l’Italia fa purtroppo parte del secondo blocco. La condizione femminile nel nostro paese continua, infatti, a peggiorare; l’anno scorso eravamo 72esimi, mentre nel 2008 occupavamo la 67esima posizione.
Il dato più negativo, che maggiormente penalizza l’Italia nel report 2010, arriva dall’accesso e dalle opportunità delle donne nel mondo del lavoro. L’Italia è addirittura 97esima. La differenza più rilevante è la percentuale di occupati, 74% per gli uomini e solo 52% per le donne. Importanti anche le differenze salariali: le donne italiane guadagnano in media il 50% degli uomini, poco più di 20 mila euro di media, contro i circa 40 mila degli uomini.
Per quanto riguarda la presenza femminile in politica l’Italia fa un pochino meglio, posizionandosi al 54esimo posto.
A risollevare le sorti del nostro paese, l’accesso delle donne all’educazione. Qui l’Italia agguanta “addirittura” la 49esima posizione, raggiungendo il primato mondiale per quanto riguarda l’istruzione superiore. Le ragazza diplomate sono il 79% del totale e superano di gran lunga i ragazzi, fermi al 56%. Le studentesse che arrivano alla laurea sono il 60% del totale dei laureati e vantano, rispetto ai colleghi maschi, un punteggio maggiore (106 contro 104) e un minore arco di tempo per concludere gli studi (età media delle laureate 26,8 anni contro 27,5).
Promosse quindi le studentesse italiane, bocciata ancora una volta l’Italia. A uscire vincente a livello mondiale, invece, nuovamente, il modello dell’Europa del Nord. A primeggiare per il secondo anno consecutivo l’Islanda, seguita dalla Norvegia (primo paese al mondo ad avere introdotto le quote rosa nei cda) e dalla Finlandia.
Da segnalare la discesa della Francia al 46esimo posto, nel 2009 era 18esima, e l’ingresso, per la prima volta, in top 20 degli Stati Uniti, che risalgono in un anno ben 12 posizioni.

Paese Posizione
2010
Punteggio
2010
Posizione
2009
Punteggio
2009
Islanda 1 0.8496 1 0.8276
Norvegia 2 0.8404 3 0.8227
Finlandia 3 0.8260 2 0.8252
Svezia 4 0.8024 4 0.8139
Nuova Zelanda 5 0.7808 5 0.7880
Irlanda 6 0.7773 8 0.7597
Danimarca 7 0.7719 7 0.7628
Lesotho 8 0.7678 10 0.7495
Filippine 9 0.7654 9 0.7579
Svizzera 10 0.7562 13 0.7426
Ghana 70 0.6782 80 0.6704
Rep. Slovacca 71 0.6778 68 0.6845
Vietnam 72 0.6776 71 0.6802
Rep. Domenicana 73 0.6774 67 0.6859
Italia 74 0.6765 72 0.679

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