«Circa un terzo (33%) della produzione complessiva dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati, per un valore di 51 miliardi di euro di fatturato, deriva da materie prime importate, trasformate e vendute con il marchio Made in Italy. Gli inganni del finto Made in Italy sugli scaffali riguardano due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all’estero, ma anche tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro che sono stranieri senza indicazione in etichetta, oltre un terzo della pasta ottenuta da grano che non è stato coltivato in Italia all’insaputa dei consumatori, e la metà delle mozzarelle che sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere».

Etichetta obbligatoria, cosa cambia
Questi i dati di Coldiretti sulla realtà dell’agroalimentare nel nostro paese. Una realtà che l’approvazione definitiva della legge che introduce l’etichetta obbligatoria per tutti i cibi, dovrebbe cambiare. Prima richiesta solo per alcune tipologie di prodotti alimentari (carne bovina, pollo, uova, latte fresco, passata di pomodoro e olio extravergine), ora sarà sempre obbligatoria. Sull’etichetta l’indicazione di origine o di provenienza dei prodotti, l’eventuale utilizzo di ingredienti ogm e per gli alimentari trasformati l’indicazione del luogo in cui è avvenuta l’ultima trasformazione sostanziale e il luogo di coltivazione e allevamento della materia prima usata.

Soddisfazione agricoltori
Soddisfatta della nuova legge la Coldiretti che ha festeggiato con una salsiccia lunga 100 metri in piazza Montecitorio. «L’approvazione della legge – dichiara l’associazione degli agricoltori – pone fine ad un grave inganno nei confronti dei produttori italiani e dei consumatori che attribuiscono grande importanza alla provenienza degli alimenti: per quasi un italiano su quattro (23%) il cibo italiano dal campo alla tavola vale almeno il doppio con due italiani su tre (65%) che sono disponibili a pagare dal 10% in su. La fiducia nel Made in Italy rispetto al prodotto straniero è del 91% per gli alimenti. La superiorità del Made in Italy alimentare è attribuita al rispetto di leggi più severe, alla bontà e freschezza e alla garanzia di maggiori controlli».