Gianni Stefanati

In cosa consiste esattamente il suo ruolo? Cosa la differenzia dal mobility manager?
In Italia la figura del bicycle manager, che potrebbe tradursi come “promotore della mobilità ciclistica”, è ancora poco conosciuta. Il primo corso di formazione è in via di definizione presso l’Università di Verona. Il bicycle manager si rivolge a tutta la popolazione “mobile” di un determinato territorio, proponendo la bicicletta come unica vera alternativa all’auto per il trasporto individuale, con tutti i vantaggi che questo comporta. Il mobility manager, invece, opera all’interno di realtà aziendali e cerca di offrire un ventaglio di scelte ai dipendenti per quanto riguarda la mobilità, specie favorendo il trasporto a basso impatto ambientale. È già un successo, comunque, che in Italia siano stati istituiti nel giro di pochi anni gli Uffici biciclette. Attualmente sono 41, in prevalenza presso i comuni del Centro Nord.

E lei è abituato a spostarsi in bici per andare in ufficio?
Il tragitto casa-lavoro che compio tutti i giorni sul sellino è di circa 8 km. Non possiedo auto. Svolgendo un’attività sedentaria, questo compensa appieno l’inattività fisica, risparmiando anche i soldi per la palestra.

Cosa suggerirebbe a chi si mostra ancora scettico sul bike to work ?
La bici è il mezzo più pratico che esista. Ritengo che solo il fattore climatico possa essere un deterrente: dal freddo ci si difende, dal caldo no. Questa è anche una delle ragioni principali per cui l’uso della due ruote come mezzo di trasporto ha così poca diffusione nei Paesi mediterranei. A Copenhagen c’è un detto: “Per la bici non ci sono stagioni non adatte, ma solo indumenti inadatti”. Del resto, sempre in questa città, è nato CycleChic, un blog che fa dell’eleganza in bici il suo punto di forza, una filosofia di vita – ora anche un marchio registrato – presente in diverse grandi città europee e americane.

Nella foto: Gianni Stefanati durante un meeting di Cyclelogistics, progetto europeo finalizzato alla promozione e diffusione dell’uso di cargo bike per la logistica dei centri urbani europei. Con lui, Maria Chiara Ronchi, direttrice della Borsa del Turismo delle 100 Città d’Arte e presidente nazionale Federagit di Assoturismo

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