La macchina più potente mai costruita dall’uomo ne ha combinata un’altra. Dal Cern di Ginevra sono sicuri: grazie al Large Hadron Collider è iniziata una vera e propria Rivoluzione della Fisica. Lungo i 27 km di anello del superacceleratore, le collisioni tra protoni hanno infatti fatto registrare un’energia pari a 13mila miliardi di elettronvolt (13 TeV), quasi il doppio di quella che ha permesso, nel 2012, d'imbrigliare il bosone di Higgs. E sì, si tratta di un Record.

SPACCARE LA MATERIA. Un'energia mai raggiunta prima in laboratorio, e alla quale acceleratore e rivelatori lavoreranno per i prossimi tre anni. Nella pista magnetica a 100 metri di profondità situata al confine tra la Francia e la Svizzera, pacchetti di protoni si divertiranno a correre alla (quasi) velocità della luce, circolando in direzioni opposte e scontrandosi in corrispondenza degli esperimenti. I fisici del Cern, in parole povere, cercano di carpire i segreti più intimi della materia spaccandola. Di fatto viaggiando nel tempo, compiendo un salto all’indietro di oltre 13 miliardi di anni, per raggiungere la cosiddetta Nuova Fisica, che ci attende oltre all’attuale Modello Standard.

VOCI ENTUSIASTE DAL CERN. Siamo infatti all'inizio di una nuova fase della conoscenza dell’universo. I prossimi risultati attesi dal Lhc influenzeranno i percorsi che la ricerca dovrà seguire negli anni a venire. L’osservazione del bosone di Higgs è stato il primo punto di svolta, ha segnato la linea di partenza di un cammino che l’acceleratore del Cern ha le facoltà di disvelare a poco a poco. Fabiola Gianotti, direttore designato del Cern, non è riuscita a nascondere il suo entusiasmo («Un passo storico per la fisica dobbiamo avere fretta, i risultati non arriveranno domani né fra una settimana, ma sicuramente arriveranno, e saranno straordinari». «Dopo il lungo stop necessario al consolidamento delle infrastrutture, Lhc inizia oggi a produrre stabilmente collisioni protone-protone alla più alta energia mai raggiunta, 13 TeV, e gli esperimenti hanno appena completato un lungo lavoro di miglioramento degli apparati per affrontare la nuova energia e le elevate intensità previste nel RUN2», ha commentato invece Francesco Forti, capo del comitato di controllo e indirizzo del programma scientifico di Lhc. Il RUN2 è la nuova stagione, la nuova fase di ricerca, la Rivoluzione. E queste sono le entusiaste voci dei rivoluzionari, che promettono di svelarci le origini e i segreti dell’universo. Almeno quelli a portata dell’uomo.