Nei prossimi mesi ci sarà un graduale disimpegno, ma attualmente sono 4mila gli italiani impegnati nella missione Isaf in Afganistan, si tratta del numero più alto raggiunto per quanto riguarda l'impegno dell'Italia. La maggior parte dei nostri soldati si trova si trova nella regione occidentale del Paese (circa un centiano di soldati sono schierati a Kabul): ad Herat vi è la sede sede del Comando regionale Ovest di Isaf. Sotto la responsabilità italiana c'è un'area grande quanto il Nord Italia, composto dalle quattro province di Herat, Badghis, Ghowr e Farah. Sotto il comando degli italiani - proprio in questi giorni è in corso il passaggio di consegne tra gli alpini della brigata Julia e i parà della Folgore - c'è un contingente di militari provenienti da 12 nazioni. La componente principale delle forze nazionali è costituita dal personale proveniente dall'Esercito; è presente inoltre un significativo contributo di uomini e mezzi dell'Aeronautica, della Marina Militare, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Quattro le task force costituite dai militari italiani in altrettante aree della regione ovest, mentre nella provincia di Herat è attivo un team di ricostruzione provinciale (Prt) che ha il compito di sostenere il processo di ricostruzione e sviluppo insieme ad una componente civile del ministero degli Esteri. Il contingente italiano è dotato anche di una rilevante componente aere costituita da velivoli C-130, caccia AMX (che non sono autorizzati a bombardare), aerei senza pilota Predator, elicotteri d'attacco Mangusta e da trasporto di vario tipo. Sul versante dell'addestramento, i militari italiani hanno costituito diversi Omlt, cioè nuclei che seguono i soldati afgani in ogni loro attività, anche quelle più pericolose sul campo, mentre i carabinieri sono impegnati nella formazione delle forze di sicurezza locali soprattutto nell'ambito della Nato Training mission Afghanistan.

Afghanistan, 37 militari italiani morti dal 2004

ISAF - International Security Assistance Force
Ha avuto inizialmente il compito di assistere l’Autorità Interinale Afgana nel mantenere la sicurezza in Kabul e nelle aree limitrofe, così che detta Autorità ed il personale dell’ONU possano operare in un ambiente sicuro. Successivamente, con la Risoluzione n. 1510 del 13.10.2003, l’ONU ha autorizzato l'estensione del mandato di ISAF al di fuori di Kabul e dei suoi dintorni.