Chi ha seppellito l'era del posto fisso

lavoro tempo determinato

Lontana l'era della decontribuzione, crollano i contratti a tempo indeterminato. Il lavoro cresce, ma poco qualificato e «a termine»

Addio Jobs Act, il lavoro è «tornato» precario. Come sembra lontana l'era della decontribuzione, quando i numeri dei posti "fissi" volavano. La nuova fotografia dell'Inps sul mercato del lavoro, invece, dice che crollano le assunzioni a tempo indeterminato, mentre aumentano i nuovi contratti a termine. Nel primo trimestre 2017 i nuovi posti stabili sono stati appena 17,537, oltre 24 mila in meno rispetto al 2016 (-58%). Nel 2015, nello stesso periodo, furono addirittura 214.765.

Il saldo tra attivazioni e cessazioni rimane comunque positivo per 322 mila posti, in stragrande maggioranza di posti a tempo determinato Crescono Nel dettaglio, le nuove assunzioni di lavoro a termine sono stati 1.439.431 (erano stati 1.313.673 nel I trimestre 2016) mentre le cessazioni sono state 1.117.137 (1.048.171 nel I trimestre 2016). Giù anche le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine: -3,1%, così come il numero degli apprendisti trasformati a tempo indeterminato: in questo caso, il decremento è ancora più consistente (-17,3%).

E come racconta l'Istat nel suo Rapporto annuale, cresce soprattutto il lavoro a bassa qualifica che nel 2016 è salito del 2,1% e quello a somministrazione del 6,4% su base annua.

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