Ocse, l’Italia non è un paese per famiglie. Mancano lavoro e servizi

Solo l’1,4% del Pil è investito negli aiuti alle famiglie. Le tre piaghe italiane: occupazione femminile, tasso di fertilità e tasso di povertà infantile

L’Italia non è un paese per famiglie. Lo si sospettava da tempo, adesso a certificarlo arriva l’ultimo rapporto dell’Ocse, il primo con focus unico sulle famiglie. Tre gli indicatori fondamentali attraverso i quali è possibile comprendere quanto poco si faccia nel nostro paese per le famiglie: l’occupazione femminile, il tasso di fertilità e il tasso di povertà infantile. Per tutti e tre gli indicatori il nostro paese occupa le ultime posizioni. Il «dilemma italiano», come lo chiama l’Ocse, sta nella difficoltà di conciliare lavoro e figli, perché «deboli sono le politiche per l’infanzia e per il lavoro che potrebbero contribuire a rimuovere gli ostacoli all’occupazione femminile».

Le donne italiane lavorano poco: solo il 59,1% di quelle appartenenti alla fascia 25-54 anni ha un impiego fuori casa, una delle percentuali più basse all’interno dei paesi Ocse (la media è 70,9%), peggio di noi solo Turchia, Messico e Cile. Poco lavoro, ma anche pochi figli. L’Italia ha, come sappiamo, un tasso di natalità bassissimo, solo 1,4 figli per donna, rispetto a une media Ocse di 1,74. Anche qui tra le cause un mercato del lavoro che discrimina i giovani e le donne. Per avere una condizione lavorativa più stabile, i giovani spesso pospongono l’età in cui hanno il primo figlio e così la probabilità di non avere figli aumenta. E le donne italiane sempre più spesso si trovano a dover compiere una scelta tra avere un lavoro ed avere dei figli; una scelta questa che le donne italiane devono compiere da sole, in quanto le politiche sociali non le aiutano. L’Italia è uno dei paesi dell’Ocse che spende meno per le sue politiche familiari, appena l’1,4% del Pil, contro una media Ocse del 2,2%, in Francia addirittura il 3,8%. Se è vero che in Italia il periodo di congedo per maternità (per le donne fortunate che lavorano) è tra i più alti del mondo è altrettanto vero che nel nostro paese si spende poco e male per quei servizi che dovrebbero aiutare le donne a conciliare lavoro e famiglia, a partire dai nidi fino ai pre e post scuola.

Poco sostegno alle famiglie che si traduce, purtroppo, in una forte percentuale di bambini poveri. In Italia il 15,3% dei bambini vive in una famiglia povera, ovvero nella quale il reddito complessivo è inferiore alla metà di quello medio. Un fenomeno questo che nella media Ocse si ferma al 12,7%.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti

Se siete iscritti alla community di Business People effettuate il login per pubblicare un commento.
Se non siete iscritti, registratevi alla community di Business People.