Giorgio Squinzi

Giorgio Squinzi

Quattro priorità, un’unica missione: lavorare al servizio delle imprese con fatti concreti per essere da esempio alla politica. È la linea tracciata dal nuovo presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, in occasione del suo intervento all'assemblea annuale dell’associazione, il primo del suo mandato di quattro anni (disponibile integralmente in fondo all’articolo ). Eletto martedì 23 maggio con una larga maggioranza dall’assemblea privata di Viale dell’Astronomia (1218 voti a favore contro 81, il 94% dei consensi) Squinzi si è detto “onorato ed emozionato” per il compito chiamato a svolgere. “Sento la responsabilità di un incarico importante e molto impegnativo – ha dichiarato di fronte ai tremila imprenditori presenti in assemblea – Per me la presidenza di Confindustria rappresenta una vera missione al servizio delle imprese”. La convinzione del patron di Mapei è che la bassa crescita dell'Italia sia “determinata soprattutto dalla difficoltà di fare impresa nel nostro Paese. L'impegno di Confindustria deve andare verso la rimozione di questa difficoltà”. I quattro anni della presidenza Marcegaglia

Il neopresidente ha promesso fin da subito l’apertura di un tavolo con il governo per un confronto su quattro punti fondamentali (Pubblica amministrazione, tagli delle spesa pubblica, riduzione della pressione fiscale, credito alle imprese), ma ha precisato che la riforma della P.A. dovrà essere “la madre di tutte le riforme”, la riforma che “insieme alla semplificazione normativa, più ci può aiutare a tornare a crescere”. La squadra di Giorgio Squinzi
FISCO. Tra le criticità da affrontare il neo-presidente di Confindustria non poteva mancare la pressione fiscale, definita una “zavorra intollerabile che si aggiunge ad altre zavorre”. La pressione fiscale reale sarebbe ormai al “68,5% contro il 52,8% in Svezia, il 46,7% in Germania, il 37,3% nel Regno Unito”; va ridotta attraverso l’utilizzo dei proventi da una “sacrosanta” lotta all’evasione. “Diciamo no a nuovi balzelli e a tasse fantasiose che creerebbero solo incertezze e sfiducia – ha affermato Squinzi – Occorre privatizzare, oltre che liberalizzare, e valorizzare il patrimonio pubblico con l'obiettivo della riduzione del debito”.
VERA SPENDING REVIEW. Nel corso del suo discorso Squinzi ha chiesto al governo “tagli veri”, un “impegno serio, determinato, continuo per ridurre la spesa pubblica. Gli italiani – ha aggiutno –a stanno sopportando grandi sacrifici e non capiscono perché l’azienda Stato non possa risparmiare come risparmia l'impresa nella quale lavorano. Come stanno risparmiando nelle loro famiglie”.
MERCATO DEL LAVORO. Qualche critica anche sulla riforma che “appare meno utile alla competitività del Paese e delle imprese di quanto avremmo voluto. È una riforma che modifica il sistema in più punti ma, a nostro giudizio, non sempre in modo convincente”.

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