Panoramica dell’interno di uno dei cinque monomarca firmati Armata di Mare

Nasce nel 1959, ed è ancora moderna. Lei si chiama Facib; Fabbrica Abbigliamento e Confezioni Industriali Bustesi ed è il frutto della visione di due giovani lungimiranti, Luigi Cortesi e Lorenzo Baldoni, che a vent’anni sognavano l’America e decisero di creare degli impermeabili con tessuti tecnici per dare un’alternativa all’allora immancabile cappotto da uomo. I capi da loro proposti, superinnovativi per quell’epoca, diventeranno col tempo i capisaldi del capospalla esterno: eskimo, parka, flight racket, scot racket, ripresi, riutilizzati e riproposti in modo da incontrare il gusto italiano. L’intuizione insomma si rivelò quella giusta e garantì ai due soci fondatori una fetta di mercato praticamente fuori dalla competizione. Inesplorata. Col tempo sono stati sviluppati anche altri prodotti a completamento dell’offerta: camicie, pantaloni e capispalla donna.
Oggi, la sede di Solbiate Olona, a Varese, comprende, in 12.000 metri quadrati di proprietà, uffici, centri stile, ricerca e sviluppo logistica e magazzini. L’azienda è proprietaria dei marchi Adhoc, Armata di mare, Faciba, è licenziataria per il capospalla tecnico Paolo Pecora e per lo sportswear Pierre Cardin e collabora con griffe prestigiose come Kenzo e Armani. Abbiamo incontrato il chairman e partner fondatore Luigi Cortesi, oggi alla guida dell’azienda insieme al figlio Massimo, al Ceo Nicola Baldoni e a suo fratello Andrea Baldoni, figli di Lorenzo, mancato nel 1992.

A oltre 50 anni dalla fondazione, Facib mantiene ancora oggi la leadership nel proprio settore di riferimento. Come avete fatto?
Siamo sempre rimasti fedeli all’intuizione iniziale e al nostro Dna originario. La filosofia che ci guida ormai da oltre 50 anni è fatta di selezione delle materie prime migliori, ricerca delle lavorazioni più accurate, gusto per il dettaglio, stile accurato, classico e ricco di personalità. E soprattutto materiali innovativi e controlli costanti sulla qualità.

Che cosa tenete a sottolineare con il claim “Made FOR Italy”?
Nonostante la maggior parte della produzione di Facib oggi sia dislocata in particolare in Turchia, Tunisia e Cina, insistiamo nel respingere la logica dell’importazione non regolata: tutte le nostre attività produttive sono certificate direttamente in loco attraverso i nostri uffici esteri e per ciascun brand garantiamo un controllo quotidiano. Inoltre, per noi, contrariamente a quanto si pensa comunemente, l’outsourcing della produzione oltre i confini nazionali, ha portato ad un aumento dei posti di lavoro in Italia.

Che cosa contraddistingue i vostri prodotti?
Direi la cura maniacale dei particolari e della qualità. Cerchiamo inoltre di offrire un alto contenuto Fashion insieme ad un eccellente rapporto qualità-prezzo. È questo che chiede il mercato, e noi rispondiamo prontamente.

Cosa avete presentato il mese scorso a Pitti?
Le nostre collezioni Armata di Mare e Adhoc. Abbiamo puntato in particolare su capi tecnici super protetti con qualche suggestione vintage. Oggi ogni brand del gruppo ha la sua caratteristica distintiva e specifica che ci permette di coprire ogni ramo del mercato. Con Armata di Mare ci rivolgiamo al settore total look con un marchio sportivo. Questo brand ci ha permesso di aprire 14 shop-in-shop nei più importanti Coin e cinque negozi monomarca. Altro nostro fiore all’occhiello è Adhoc, che fa giubbotti impermeabili uomo/donna e che ha un forte appeal sul mercato tanto che sono i consumatori stessi a richiederci costanti espansioni verso altri tipi di prodotto. Anche per questo marchio, forte del sostegno di un’imponente campagna mediatica, stiamo mettendo a punto la nascita del primo di cinque shop-in-shop.

Come definite le vostre collezioni 2011?
Le definiamo molto funzionali senza perdere di vista il look. Il nostro team di designer, che lavora sulle collezioni, è composto da viaggiatori di natura, sempre pronti a vedere cosa c’è di nuovo e a sottoscriverlo. Gli indumenti così ideati sono adatti a ogni stagione e rispondono a ogni esigenza di stile.

Quali sono i progetti di Facib per i prossimi anni?
Puntiamo a sviluppare le nostre linee con negozi e corner in luoghi strategici.

La continua ricerca di novità e l’innovazione costante sono la prova del desiderio dell’azienda di non smettere mai di investire. È questa la vostra ricetta anticrisi?
Oggi stiamo attraversando un declino proprio perché non abbiamo più il coraggio di investire. E anche se attualmente la crisi economica sta mettendo alla prova gli investimenti, noi continuiamo a crederci e abbiamo ampliato ogni funzione dell’azienda. Ma forse la nostra vera ricetta anticrisi è stata la specializzazione dei prodotti mantenuta per oltre 50 anni. Questo ci ha permesso di chiudere il 2010 con un incremento del 20%, trend positivo che vogliamo mantenere costante anche per il 2011.

Come vede il settore moda dopo questi anni di crisi?
Vedo con piacere un grande ritorno al gusto italiano.