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Diego Della Valle

Il calcio italiano ha bisogno di regole, ferree, e soprattutto da un’autorità esterna alle società di calcio, così come accade in Borsa. È l’opinione dell’imprenditore e patron della Fiorentina Diego Della Valle che in occasione di una conferenza stampa a Milano prova a commentare l’attuale situazione del nostro calcio, nello stesso giorno in cui il mancato accordo tra sindacato calciatori e Lega di Serie A ha causato il rinvio della prima giornata di campionato. “Da buon proprietario di alcune società quotate in Italia e nel mondo, so che le regole le fa la Consob, non noi quotati – spiega Della Valle – Noi cerchiamo di suggerire quello che riteniamo giusto, poi decidono in altra sede cosa fare. Credo che nel calcio ci sia bisogno di qualcuno, di un'authority esterna, che stabilisca le regole, i paletti, che li faccia applicare e costruisca il percorso del calcio del futuro”. Regole poco chiare, scarsa imprenditorialità e poco interesse per il futuro di questo sport: sono i problemi principali delineati dal presidente di Tod’s. “Ho amici tifosissimi che potrebbero tenere una squadra a livello mondiale ma si tengono alla larga da questo mondo – continua – Bisogna analizzare perché nessuno viene più a investire nel calcio italiano. Bisogna fare in modo che ci sia una condizione di mercato e di governabilità del calcio che permetta agli investitori di investire da noi facilmente come avviene in Francia e in Inghilterra o altrove”.
Il problema è convincere gli attuali presidenti a cooperare per il bene comune. “Il 30% dei presidenti la pensa come me mentre il 50% no perché sono il mio opposto”, confessa Della Valle che denuncia una “scarsa competenza imprenditoriale” da parte di molti proprietari di club e ha sottolineato che “il calcio non può essere un porto franco dove chiunque può fare quel che vuole”.
E parlando di Consob e di Borsa, non può mancare un commento a quelle società quotate in un mercato azionario. “Quotare una squadra di calcio in Borsa è la cosa più assurda che esista – afferma Della Valle – I club devono avere strumenti sostenibili che arrivano da altrove. Quanto quoti una società di calcio, c'è sempre qualche problema. Poi – conclude scherzando – non saprei cosa raccontare agli investitori: quanti gol faremo da calcio d'angolo? Mi pare poi che la Consob non le voglia più vedere, le società di calcio”.