Nicola Bardelle

Nicola Bardelle

Tutto nella moda passa, niente resiste. Niente tranne i jeans. Quelli, per intenderci, che realizzati nel robusto denim negli anni ‘30 per i lavoratori, si trovano ora in boutique prestigiose del centro e sono considerati al pari di qualsiasi altro pantalone dal taglio sartoriale. Nicola Bardelle è il fautore di tutto ciò: del passaggio da strumento di lavoro a luxury jeans e di quella che ormai gli esperti giurano stia diventando la nuova filosofia in fatto di “casual wear”. Con il marchio Jacob Cohën, Bardelle ha voluto nobilitare questo particolare tessuto dando vita a un vero e proprio jeans di lusso, da molti definito come il primo jeans sartoriale. Una definizione dovuta ai preziosi dettagli come il marchio in cavallino, i bottoni in argento e carbonio, le cuciture fatte a mano, l’orlo a punto catenella, pochette in seta, fodere ricercate e l’utilizzo di denim esclusivamente giapponese Kurabo che sono diventati un must di ogni capo. Ma la definizione “tailored jeans” è dovuta, sopra ogni altra cosa, alla particolare vestibilità che risulta perfetta a chiunque lo indossi: «Ho puntato e lavorato molto sulla vestibilità e sapevo che avrei avuto successo perché ci ho creduto fin da subito e fino in fondo», sottolinea Nicola Bardelle, cui piace essere identificato come art director più che imprenditore proprio perché ama creare e vedere realizzate le sue idee. Dopo i jeans sono arrivati i pantaloni in cachemire, in seta e in lino. E poi le Limited e le Special Edition. E poi ancora le camicie, gli occhiali, la moda bimbo, una collezione donna ma non il total look. Non dobbiamo aspettarci, almeno per un futuro ravvicinato, di vedere il brand Jacob Cohën su T-shirt, felpe, underwear o costumi da bagno come è invece avvenuto per altri brand: «Il fatto di proporre magari una camicia, un blazer o una pull in cachemire è solo un modo per valorizzare il pantalone», conferma Bardelle. Perché un uomo che punta tutta la filosofia del suo brand sul made in Italy - anzi, sul made in Veneto - decide invece di vivere a Londra? «Continuo e continuerò a sostenere il made in Italy e la mia azienda da sempre produce tutto in Veneto. Io invece faccio continuamente la spola tra Inghilterra e Italia perché a Londra, anche solo camminando per le strade, si respira un’aria cosmopolita ed è quindi il luogo ideale d’ispirazione. Anche se in realtà l’Inghilterra è davvero un mercato difficilissimo infatti non siamo ancora presenti in questo Paese dove il denim cozza un po’ con il rigore e la formalità tipici dell’eleganza britannica: il cinque tasche è solo per il tempo libero dove viene interpretato in modo fashion, ma un manager non andrebbe mai in ufficio in jeans, giacca e camicia. Il mio intento è quello di riuscire a creare uno shop in shop all’interno di Harrods: i contatti ci sono, speriamo di riuscire a portare a termine il progetto in tempo per l’esposizione della prossima collezione primavera-estate».

Jacop Cohen in Cifre
29 milioni di euro fatturato 700 punti vendita nel mondo tra Europa e Giappone
+45%crescita 480 punti vendita in Italia
+30% proiezione 2009 500 mila capi venduti nel 2008