Bernhard Scholz

Bernhard Scholz

Nessun impegno politico, nessun centro di potere, ma più semplicemente un’associazione che vuole contribuire – attraverso proposte e servizi – alla ricostruzione e alla crescita dell’Italia. È quanto ribadito dal presidente della Compagnia delle Opere (Cdo), Bernhard Scholz, in occasione dell’Assemblea generale dell’associazione tenutasi lo scorso 25 novembre e al quale hanno partecipato 2.000 persone, tra cui il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, di Legacoop, Giuliano Poletti e don Julian Carron, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione.
Nel corso dell’assemblea il presidente Scholz ha illustrato tutti gli strumenti proposti da Cdo che hanno lo scopo di sostenere lo sviluppo responsabile delle imprese, per creare occupazione, benessere e concorrere al bene comune; fra questi c’è l’ottava edizione di Matching – una tre giorni in programma dal 26 al 28 novembre che permette alle 2.000 imprese presenti di sviluppare relazioni di business. Scholz ha poi ricordato il network di incontri territoriali Expandere e le iniziative di formazione dell’associazione Scuola d’Impresa, in programma nel 2013.
“Come Cdo non faremo mai parte di una costituente partitica di qualsiasi tipo. Siamo conviti che questo non sia il nostro compito – ha sottolineato il presidente Scholz nel corso del suo intervento – Qualsiasi confusione e sovrapposizione di compiti e di responsabilità fra realtà della società civile e le forze politiche porta prima o poi al clientelismo da una parte e al corporativismo collaterale dall’altra”. Questo, però, non va confuso con il disimpegno: “Come associazione non siamo a-politici – ha precisato Scholz – vogliamo semplicemente distinguere fra un lavoro che riguarda noi, un lavoro che riguarda i partiti e un lavoro che riguarda le istituzioni pubbliche. Siamo più che interessati a che la politica torni al più presto a quella nobiltà che tanti politici hanno saputo e sanno esprimere, ma che purtroppo è venuta meno negli ultimi tempi. Non vogliamo una politica che salva, ma una politica che serve – possibilmente con realismo e audacia”.