Gian Mario Rossignolo

Gian Mario Rossignolo
1930 nasce a Vignale monferrato (Alessandria)
1967 ottiene la direzione della divisione commerciale autoveicoli della Fiat
1977 amministratore delegato e direttore generale della Lancia. Fonda quella che diventerà prima industrie, specializzata nella robotica e nell’automazione
1979 lavora per il gruppo svedese Wallemberg in Italia (Skf industrie, industrie Zanussi, Atlas Copco, Ericsson) fino al 2002
1991 nominato Cavaliere del Lavoro
1998 presidente di Telecom Italia per 11 mesi (di passione)
2008 acquisizione di De Tomaso automobili
2009 acquisizione di Delphi e di parte della Pininfarina

Rossignolo è tornato. Alla bella età di 80 anni ha guidato il salvataggio di De Tomaso Automobili, di Delphi Italia (ex General motors) e pezzi di Pininfarina convinto che sia giunto il momento di una nuova auto di lusso italiana. Ricordate il “very powerful executive chairman” del Financial Times ai tempi della Telecom? Dimenticatelo. Questa volta Gian Mario Rossignolo ha scelto di rientrare nella business community italiana con un profilo bassissimo e con l’obiettivo di togliersi un’ultima soddisfazione: dire addio al mercato dell’auto - da cui era iniziata la sua vita professionale - con una vittoria. È un modo per rimarginare la ferita aperta qualche decennio fa quando negli anni 70 Lancia, che dirigeva come amministratore delegato, ha cessato di vivere come azienda ed è diventata un marchio. A quasi quarant’anni di distanza il supermanager dei Wallemberg (la più importante famiglia svedese che gli dette da gestire la Zanussi) è un trionfo di ottimismo e di buoni sentimenti. Ha parole gentili per tutti, a partire da Sergio Marchionne che lo scorso agosto gli ha soffiato la Carrozzeria Bertone a cui Rossignolo puntava dal 2007: «Fa al meglio il suo mestiere di competitore globale in tutti i segmenti di mercato dopo l’alleanza con Chrysler» dice di lui. In effetti, il ritorno di Rossignolo agli onori - e oneri - delle cronache non ha niente della vendetta: «Non si può né si deve assolutamente considerare la nostra iniziativa come una sfida alla Fiat», afferma, «siamo focalizzati su un mercato molto limitato, dove la grande dimensione non conta, anzi può essere una limitazione. Pensiamo solo e sempre ai nostri pochi clienti, per servirli bene dobbiamo mettere a frutto le competenze di cui disponiamo con totale focalizzazione».

Ripartire da “Prima”
Per assurdo, quello che si è rivelato l’asso nella manica di Mr Zanussi non sono state le amicizie importanti né l’esperienza di colossi come Fiat, Telecom ed Electrolux, ma una piccola azienda tecnologica lanciata alla fine degli anni 70 insieme a Gianfranco Carbonato, attuale presidente dell’Unione industriale di Torino. L’idea fu quella di usare il laser per il taglio della lamiera. E si rivelò buona. Anzi, ottima. Tanto che Prima Industrie è diventata leader nel suo settore. Solo tra il 2004 e il 2008 ha aumentato il fatturato del 39% e il valore delle azioni dell’11%.
Oggi proprio la Prima Industrie può consentire al sogno di Rossignolo di diventare realtà. «Il ritorno come imprenditore è motivato dalla disponibilità di una tecnologia assolutamente innovativa che cambia le regole del gioco, riducendo i volumi necessari per avere una redditività adeguata». Tradotto: modellare una scocca di alluminio con il laser consente di abbattere costi di produzione e impatto ambientale e di sfornare un nuovo modello ogni sei mesi in un’ottica simile a quella delle collezioni di moda prêt-à-porter.
La concentrazione sul mercato del lusso permette inoltre di mantenere la produzione in Italia, perché «la competitività tra nuovi attori è particolarmente accentuata nel mercato del low cost», spiega Rossignolo, «dove l’ingresso di nuovi protagonisti è all’ordine del giorno, in quanto beneficiano del basso costo del lavoro molti nuovi Paesi industriali. Progettare e produrre vetture di lusso è invece un mestiere che solo pochi sono in grado di realizzare e il nostro Paese in questo può eccellere disponendo di professionalità sofisticate eccellenti». La prendiamo come una promessa.

Da dove viene
Fiat Lancia; Prima Industrie; Electrolux-Zanussi; De Tomaso Automobili

Brutti ricordi
Telecom; Carrozzerie Bertone

Gli obiettivi
Primo modello al Salone Automobilistico di Ginevra 2011; a regime, di 8 mila vetture divise tra crossover, limousine e coupé

Gli investimenti
116 milioni di euro in quattro anni

I dipendenti
Circa 1.100