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Appena 2.325 persone, 4.650 mani che posseggono il 4% della ricchezza globale prodotta da 7 miliardi di persone. A censirli sono state la società di ricerca Wealth-X e Ubs per il Financial Times .

Incredibili i numeri della crescita dell'Asia, regione che contribuisce per un terzo alla crescita del 12% del totale (52 nuovi entrati, 33 cinesi) e che porta il patrimonio dei paperoni mondiali a 7.300 miliardi di dollari. Cioè più dell'intero Dow Jones Industrial Average, l'indice che raggruppa i principali titoli delle società americane.

Il club ha ammesso nell'ultimo anno 155 nuovi "membri" (+7%). La maggior parte risiede a New York (103), poi Mosca (85), Hong Kong (82), Londra (72) e Pechino (37). L'Europa resta il continente più ricco di paperoni (775) e con i patrimoni più pesanti (2.370 miliardi di dollari).

Guardando ai singoli Paesi, invece, vincono gli Stati Uniti (571), poi la Cina (190), il Regno Unito (130) e la Germania (123). Secondo la ricerca, nell'81% dei casi si tratta di self made man.

Ricconi chiusi nelle loro torri d'avorio? No, anche se in questo momento il loro comportamento può essere un sintomo del momento economico mondiale: le loro ricchezze liquide sono cresciute del 19% nell'ultimo anno. L'attendismo vince, anche tra i paperoni