Federico Leo

Varesino di nascita, milanese d’adozione, una passione per il fitness e il karting, Federico Leo compirà 24 anni il prossimo 27 agosto. Inizia la sua carriera nel campionato italiano della Renault 2600 a soli 16 anni, da aprile 2012 entra a far parte della scuola “istruttori” Ferrari di Varano. La sua ambizione è diventare pilota professionista di Gran Turismo, soprattutto se in un team del cavallino rampante

È uno dei piloti emergenti italiani, non solo per età, ma anche per il talento e la grinta dimostrata in pista. Federico Leo parla poco, per certi versi appare un po’ timido, ma in gara è una macchina da guerra. Costante, con una guida concreta e senza sbavature, inanella podi e vittorie importanti. Quest’anno sarà uno dei driver da seguire nel campionato europeo GTOpen-GT2, a bordo di una delle Ferrari 458 più competitive. Per gli addetti ai lavori è un “fenomeno” che può diventare il punto di riferimento tricolore della categoria Gran Turismo. E anche le aziende sponsor iniziano ad abbinare la propria immagine a quella del pilota lombardo. Business People l’ha incontrato per raccontare la passione per l’automobilismo e le ambizioni di un giovane professionista, che sogna di diventare pilota Ferrari nella serie Gran Turismo, con l’occhio rivolto anche alle competizioni endurance.

Com’è nata la passione per l’automobilismo?

Da solo, sin da piccolo. Già a cinque anni avevo sviluppato questa fortissima passione per i motori. A differenza di molti altri piloti, ho saltato completamente la gavetta delle gare kart. A 16 anni ho iniziato nelle monoposto, con una gara nella Formula Renault 1600. Poi sono passato alla F.Renault 2000, per fare un ulteriore passaggio in F.3000, prima di approdare in World series (2009/2010).

Poi il vero e proprio salto di qualità in pista.

Nel 2011 è avvenuto il più grande cambiamento tecnico: dalle monoposto alle gran turismo. Supportato dal manager Gabriele De Bono, ho deciso di giocarmi la carta del campionato europeo FIA GT3. Una serie che ho vinto al primo tentativo, nonostante l’agguerrita concorrenza di otto diverse case costruttrici. Una vittoria importante per la mia crescita, ma anche per il marchio Ferrari, perché ho corso con una 458 GT3 color nero (quest’anno, invece, Leo correrà con un tradizionale “rosso” Ferrari, ndr).

Dopo i successi della FIA GT3, dove gareggerai in questa nuova stagione?

Gareggerò nel campionato International GTOpen con una Ferrari 458 GT2 (l’equivalente della Formula 1, ma a ruote coperte, nda), affidata alla scuderia AF corse ed elaborata dall’azienda Michelotto. La GTOpen è molto seguita all’estero, con sold out importanti, soprattutto in Germania e Inghilterra. Si correrà anche a Monza, il prossimo 28 settembre, e questo mi esalta, in quanto italiano.

Che caratteristiche presenta questo campionato?

È un format sportivo di grande attrazione per il pubblico e di profilo internazionale. Le gare si svolgeranno in Portogallo (Algarve), Germania (Nurburgring), Belgio (SPA-Francorchamps), Inghilterra (Brands Hatch), Francia (Paul Ricard/Nizza), Ungheria (Hungaroring), Italia (Monza) e Spagna (Catalunya/Barcellona). Dal 27-29 aprile in Portogallo, fino all’ultima prova in Spagna il 3-4 novembre. La formula è semplice: due gare a weekend, per un totale di 16 nel corso del campionato (prove sprint da 45 e 75 minuti).

È prevista una copertura televisiva delle gare?

Le GT series sono gare seguite mediamente da oltre 20 milioni di famiglie in più di 38 Paesi europei. Una copertura tv live, senza considerare le repliche, è prevista in Italia, grazie al supporto di Nuvolari e Primocanale Sky, di RTVE Teledeporte in Spagna, di Sport Tv in Portogallo e di diversi network tv specializzati nel settore motori in Germania. Senza considerare che le immagini delle gare finiranno anche in Medio Oriente (su Orange Tv e RT), su Fox Sports e Espn (Pan american premium coverage). Dal 2011, inoltre, il GTOpen ha introdotto la diretta streaming sul Web (www.gtopen.net) di tutte le gare. Questo aspetto potenzierà la diffusione della serie e la sua popolarità tra gli appassionati di corse d’Europa. Oltre ad essere un’opportunità di visibilità anche per gli sponsor di piloti e scuderie.

Qual è il tuo stile di guida in gara?

Sono un pilota che usa molto la testa, ovvero che non fa molti errori in pista. Ci sono molti assi del volante che rischiano, per esempio, per guadagnare un decimo di secondo anche nelle prove di qualifica. Io, invece, preferisco essere più aggressivo nei sorpassi. Cerco di mantenere una guida molto pulita, perché ritengo che nelle serie GT paghi molto nell’economia della gara.

 

Oltre la GT2, dove ti vedi proiettato?

Sicuramente mi piacerebbe fare qualche gara “endurance” come la 24ore di Le Mans, anche se l’ambizione finale è diventare pilota professionista di Gran Turismo, entrando a far parte della scuderia Ferrari. In ambito tricolore un punto di riferimento è Giancarlo Fisichella, non solo per la carriera in F1, ma anche per il suo nuovo impegno nel mondiale FIA endurance, una delle serie automobilistiche più interessanti da seguire. Quest’anno sono concentrato sulla GT2. E l’idea di essere considerato, dopo la vittoria nel FIA GT3, uno dei piloti da battere per la conquista del titolo continentale, mi rende ancor più competitivo.

Come ti stai muovendo con marketing e sponsor?

È il manager a seguire tutti questi aspetti, dai rapporti con la scuderia, ai test/gare, fino alle trattative con le potenziali aziende sponsor. Nella scorsa stagione mi hanno affiancato una decina di marchi, guidati in particolare da E’Piu’ (azienda produttrice di latte di Casalmaggiore, sponsor anche della Cremonese calcio nel 2009/10, nda) e Bell, ma stiamo cercando di capitalizzare l’interesse di alcuni brand con proiezione internazionale. Il campionato GTOpen-GT2, infatti, ha un’ottima copertura televisiva e le realtà sponsor possono attivare, sui diversi mercati sedi di gare, una serie di azioni di marketing con dealer e clienti, sfruttando al massimo le opportunità offerte dall’ospitalità allestita negli autodromi. Oltre a ciò gli sponsor, presenti sulla tuta e sullo chassis della vettura, possono utilizzare anche la mia immagine per creare operazioni di co-marketing in diversi ambiti di applicazione.

Quanto è importante l’utilizzo dei social media nella crescita dell’immagine di un pilota?

È strategico. Stiamo lavorando per mettere a punto un nuovo sito, studiato anche in funzione delle esigenze marketing degli sponsor. In ambito social media, ci stiamo concentrando soprattutto su Twitter, soprattutto perché consente di rimanere costantemente in contatto con i media, in particolare quelli specializzati.

Dove ti vedi tra cinque anni?

Diventare un pilota professionista è il mio obiettivo. Essere scelto, soprattutto, da una casa ufficiale, come per esempio la Ferrari, è il sogno di ogni driver a livello mondiale.

Non consideri l’opzione Formula 1?

Ho ancora 23 anni, ma ho lasciato il mondo delle monoposto un anno fa per le Gran Turismo. Sono due universi paralleli, l’uno esclude l’altro. E poi in F1 non serve solo bravura o fortuna, ma anche soldi e sponsor personali.

Cosa pensi di questa nuova stagione F1 senza piloti italiani? Ti ha colpito il “caso Trulli”, messo alla porta dalla Caterham?

La crisi economica che sta attraversando l’Italia si riflette inevitabilmente anche in ambito sportivo. In F1, nello specifico, ormai solo una piccola parte dei piloti gareggia solo per il talento espresso in pista, nella maggioranza dei casi sono inseriti nelle scuderie perché portano sponsorizzazioni a nove zeri (è il caso del russo Vitaly Petrov in Caterham, con sponsor per 12 milioni di euro, nda). Certo, fa male pensare che dopo 40 anni in F1 non ci sia un pilota italiano e questo sia dovuto a motivi economici.

A breve, quale sarà la più importante novità a livello professionale?

Da aprile entro ufficialmente nella scuola “istruttori” Ferrari. Un riconoscimento importante, anche perché il Centro internazionale guida sicura (Varano) è diretto da Andrea de Adamich, colonna dell’automobilismo tricolore.

SPONSOR IN PISTA
L’International GTOpen-GT2 in cui corre, dal 27 aprile al 4 novembre 2012, Federico Leo, ha un consistente pubblico di appassionati (soprattutto giovani e maschi) che segue le gare attraverso i canali specializzati e internet: complessivamente 20 milioni di famiglie in più di 38 Paesi europei, ma le immagini della competizione vengono trasmesse anche in Medio Oriente e America. Per non parlare del fatto che le gare vere e proprie sono solitamente sold out in Germania e Uk, ma si correrà anche in Portogallo, Belgio, Francia, Ungheria, Italia (a Monza, il 28 settembre) e Spagna. Una platea internazionale, quindi, e assolutamente appassionata per aziende che intendono promuovere anche oltre i confini nazionali il proprio brand in un ambito di grande visibilità, che consente loro di associare la propria immagine a quella del pilota e di organizzare iniziative di marketing con dealer e clienti. All’interno di un contesto, come dire, particolarmente “adrenalinico”…