Aldo Winkler, classe 1957, amministratore delegato di Nital dal ‘91

Non è facile trovare un’azienda con un seguito di appassionati come quello di cui gode Nital. Per rendersi conto di come l’immagine della società torinese che distribuisce i prodotti Nikon in Italia quasi risplenda di luce propria, basta dare un’occhiata al fermento della community sorta intorno al sito Internet. Per molti il distinguo nemmeno si pone: Nital è Nikon. Eppure in pochi sanno che si tratta di un business che al di là dei nostri confini oramai trova omologhi solo in Spagna e in Grecia. Nikon infatti rinuncia sempre più spesso agli intermediari per gestire i mercati in cui è presente. La cosa, però, non pare turbare eccessivamente Aldo Winkler, amministratore delegato di Nital. «Questa posizione può crearci dell’ansia, alle volte, ma credo sia anche l’origine della nostra forza: essere un’azienda indipendente, al di fuori dei giochi delle grandi multinazionali, ci consente una flessibilità e una velocità decisionale che nei momenti di difficoltà possono fare la differenza». La storia di Nital si evolve di pari passo con quella di Nikon da 18 anni, ma la famiglia di Winkler segue la fotografia e, più in generale, la tecnologia dal 1958. Tanto è vero che, al momento, sono 12 i brand che convivono nel portafoglio della società torinese, spaziando dai dispositivi complementari all’offerta del marchio giapponese (stampanti, schede di memoria e armature per la fotografia subacquea) fino ai robot per le pulizie domestiche. Per ora si tratta di referenze che muovono solo una minima parte del giro di affari, ma se l’intuizione di Winkler è giusta, e le soluzioni elettroniche per la semplificazione della vita a casa prenderanno piede nei prossimi anni, il futuro di Nital potrebbe essere legato proprio alla robotica.

Visitando il sito internet Nital.it si ha l’idea di una community molto forte sorta attorno al brand. Come ne favorite l’avvicinamento?

Siamo stati i primi a creare un forum che si è rapidamente trasformato in un punto di incontro (aperto anche a chi non possiede una Nikon) dove è possibile scambiare opinioni, dare consigli, comunicare problematiche. La community si è quindi allargata, grazie anche a raduni e concorsi spontanei, iniziative che noi alimentiamo con i contenuti del sito, a partire dai corsi di fotografia fino al Nikon club, passando per le riviste Experience e Sguardi on line.

Grazie al digitale e al calo progressivo dei prezzi oggi le reflex sono diventate quasi una commodity. Qual è il posizionamento di Nikon?

Chi acquista una reflex cerca l’immagine di qualità, e un modo di fotografare diverso, che sia anche semplice e divertente. Nikon persegue quindi tre diverse filosofie: la prima privilegia la creazione di prodotti per professionisti, realizzati con macchine industriali autoprodotte da Nikon mettendo a frutto la ricerca sulle nanotecnologie. Grazie alla seconda, invece riusciamo a dialogare con la fascia media del mercato, che ci richiede facilità d’uso per ottenere belle foto. Mentre con l’approccio alla fascia più bassa cerchiamo di aiutare anche il consumatore meno esperto a scattare con soddisfazione. Le reflex pesano sul mercato complessivo per il 10%. Crescono in valore nonostante il loro prezzo sia in calo.

Nonostante la crisi continuano a proliferare nuovi modelli di fotocamere. Quali sono le performance di vendita nel Belpaese rispetto agli altri mercati europei?

L’avvento del digitale ha generato un vero boom nelle vendite di macchine fotografiche. In termini di vendite annuali in Italia siamo passati da 1,2 milioni di fotocamere analogiche di qualche tempo fa ai 3,3 milioni di pezzi distribuiti nell’era digitale con una crescita costante fino all’anno scorso. Nel 2009 c’è stata un incremento in volume del 10-15% per quanto riguarda le reflex, mentre abbiamo registrato una contrazione tra il 5 e il 10% rispetto alle compatte. Sicuramente sono risultati legati agli effetti della crisi internazionale, mentre non parlerei di mercato saturo. Nella Penisola abbiamo ancora un buon potenziale di crescita. In Europa ci sono Paesi che hanno sofferto un po’ di più, come la Germania, che però è stata capace di una ripresa più rapida. Chi ha vissuto un grosso problema nel 2008 è stata la Gran Bretagna, e anche in Spagna sono più in difficoltà di noi.

In merito alle iniziative di comunicazione qual è la prassi rispetto alla visione strategica della casa madre?

Di solito ci muoviamo in maniera autonoma. Naturalmente seguiamo le linee guida internazionali di Nikon: basti pensare che solo per l’utilizzo del logo esiste un codice di una cinquantina di pagine. Ma grazie alla nostra posizione siamo molto liberi rispetto alla creatività e credo sia questa la nostra caratteristica peculiare.

Su quale campo pensa che si giocherà la partita della fotografia digitale del futuro?

La fotografia sta evolvendosi su due direzioni solo apparentemente divergenti: la complessità e la semplicità. Così come gli strumenti sono sempre più tecnologicamente evoluti, gestiti attraverso software complessi, assistiamo, proprio in virtù di questa evoluzione, alla progressiva semplificazione del lavoro di chi fa immagine. Come vedo il futuro delle fotocamere? Non conterà più tanto l’oggetto in sé, quanto l’oggetto nella sua potenzialità. Nella capacità, in altre parole, di aggiornarsi con il software e di svolgere, in modo semplice, una sempre maggiore quantità di funzioni.

Nital è sinonimo di Nikon in Italia. Ma quanto pesano in termini di fatturato gli altri brand che appartengono al vostro portafoglio?

Su un fatturato complessivo 2008 di 160 milioni di euro gli altri marchi contano per il 15%. Abbiamo cominciato a espandere il nostro portafoglio una decina di anni fa, quando ci fu un piccolo problema con Nikon, che non riusciva a rifornirci delle batterie ricaricabili per le fotocamere. Abbiamo così avviato una partnership in questo senso con Uniross, che tutt’ora collabora con noi. Poi, nell’ottica di bilanciare l’offerta del nostro principale concorrente abbiamo iniziato a distribuire le stampanti Epson, mentre per offrire kit comprensivi di fotocamere e scheda di memoria ci siamo rivolti a Lexar. Ora pensiamo a una nuova necessità del consumatore: il tempo è diventato la risorsa più preziosa, e per poterlo sfruttare meglio possiamo chiedere aiuto ai robot. Così è nata la collaborazione con iRobot, di cui distribuiamo Roomba, un aspirapolvere automatico. Al momento siamo in contatto con società specializzate in alta tecnologia declinata sul fronte del wellness, ma è ancora presto per svelare i dettagli di questo avvicinamento.

I NUMERI DI NITAL

160 milioni di euro il fatturato 2008, valore confermato per il 2009

12 marchi in portafoglio

51 anni di attività sul mercato italiano