Giorgio Napolitano

Giorgio Napolitano

“Sta per iniziare un anno ancora carico di difficoltà. Non ci nascondiamo la durezza delle prove da affrontare, ma abbiamo forti ragioni di fiducia negli italiani e nell'Italia”. La crisi generale, anche nel 2012, ha messo in ginocchio aziende medie e grandi, ha cancellato piccole imprese e posti di lavoro, ma le parole del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel suo ultimo messaggio di fine anno alla Nazione (il capo dello Stato è a fine mandato) sono parole di speranza.
Certo, Napolitano usa realismo nel definire la situazione attuale. “Dobbiamo parlare non più di ‘disagio sociale’, ma come in altri momenti storici, di una vera e propria ‘questione sociale’ da porre al centro dell’attenzione e dell’azione pubblica – afferma subito il capo dello Stato, che aggiunte – Sono situazioni gravi di persone e di famiglie, che bisogna sentire nel profondo della nostra coscienza e di cui ci si deve fare e mostrare umanamente partecipi”. Napolitano rivolge soprattutto un messaggio diretto anche alla politica e al futuro governo che uscirà dalle elezioni di febbraio 2013: La politica, aggiunge, deve essere cosciente delle difficoltà degli italiani, “ciò non significa, naturalmente, ignorare le condizioni obbiettive e i limiti in cui si può agire (…) per superare fenomeni che stanno corrodendo la coesione sociale. Scelte di governo dettate dalla necessità di ridurre il nostro massiccio debito pubblico obbligano i cittadini a sacrifici, per una parte di essi certamente pesanti, e inevitabilmente contribuiscono a provocare recessione. Ma nessuno può negare quella necessità : è toccato anche a me ribadirlo molte volte. Guai se non si fosse compiuto lo sforzo che abbiamo in tempi recenti più decisamente affrontato che ha consentito un ritorno di fiducia nell'Italia".

LA CRESCITA ATTRAVERSO L’EUROPA. Prioritario per il Presidente far “ripartire l'economia e l'occupazione non solo nel Centro-Nord ma anche nel Mezzogiorno (…). Uscire dalla recessione, rilanciare l'economia, è possibile per noi solo insieme con l'Europa, portando in sede europea una più forte spinta e credibili proposte per una maggiore integrazione, corresponsabilità e solidarietà nel portare avanti politiche capaci di promuovere realmente, su basi sostenibili, sviluppo, lavoro, giustizia sociale”.

MESSAGGIO AI GIOVANI. Napolitano ha rivolto lo sguardo in particolare ai giovani: "Sono loro - ha detto - che hanno più motivi per essere aspramente polemici, nel prendere atto realisticamente di pesanti errori e ritardi, scelte sbagliate e riforme mancate, fino all'insorgere di quel groviglio e intreccio di nodi irrisolti che pesa sull'avvenire delle giovani generazioni. I giovani hanno dunque ragioni da vendere nei confronti dei partiti e dei governi per vicende degli ultimi decenni, anche se da un lato sarebbe consigliabile non fare di tutte le erbe un fascio e se dall'altro si dovrebbero chiamare in causa responsabilità delle classi dirigenti nel loro complesso e non solo dei soggetti politici. Importante è che soprattutto tra i giovani si manifesti, insieme con la polemica e l'indignazione, la voglia di reagire, la volontà di partecipare a un moto di cambiamento e di aprirsi delle strade. Perché in fondo quel che si chiede è che si offrano ai giovani delle opportunità, ponendo fine alla vecchia pratica delle promesse o delle offerte per canali personalistici e clientelari. E opportunità bisogna offrire a quanti hanno consapevolezza e voglia di camminare con le loro gambe : bisogna offrirle soprattutto attraverso politiche pubbliche di istruzione e formazione rispondenti alle tendenze e alle esigenze di un più avanzato sviluppo economico e civile".