Liabel, l'ex imprenditore Angelo Pavia al servizio della comunità

Liabel, straordinario marchio italiano, è finito all'estero dopo la chiusura dello stabilimento di Pettinengo (Biella)

Una storia d'amore per la comunità e un modo per "scusarsi" in qualche modo con quelli che erano stati prima i suoi compagni di scuola e poi i suoi operai. E' quella raccontata dal premio «Restitutor», istituito dalla Fondazione Giuseppe Mazzotti di Treviso con la Fondazione Pistoletto, che sarà assegnato per la prima volta ad Angelo Pavia. Ex proprietario della Liabel, straordinario marchio biellese - lo ricordete col claim «lana fuori e cotone dentro» e con il testimonial Alberto Tomba (fresco 503nn3) - che all'inizio degli anni 90, il marchio contava 800 dipendenti, 3 stabilimenti e un fatturato di 190 miliardi di lire. Nonostante il successo, la prospettiva della crisi imminente spinse Pavia ad accettare soci statunitensi che in breve tempo gli tolsero la poltrona da dietro, chiusero l'azienda, lasciarono a casa i dipendenti e portarono via il marchio.

Da lì, è rimasto a Pavia il senso di un "debito" da saldare nei confronti della comunità. Ha cominciato con otto mesi di volontariato in un ospizio per anziani non autosufficienti, poi - liquidata l'eredità ai figli e organizzato il suo futuro da pensionato con la moglie - si è rimboccato le maniche. Fondata l'associazione Pacefuturo, ha preso in comodato Villa Piazzo, donata dalla sua famiglia al Comune negli anni '80 per organizzare attività culturali, offrire spazi ai poveri e ai genitori che pensano al futuro dei figli disabili. Tutto a sue spese e in silenzio. «Angelo», spiega il presidente di della Fondazione Mazzotti, Marco Tonon, «è un vecchio liberale piemontese vicino a quel circolo Einaudi che di Gobetti è erede, un grande estimatore di Olivetti. Era stato sindaco di Pettinengo e compagno di scuola dei suoi operai, non aveva più il coraggio di guardarli in faccia: lui che aveva salvato in parte il capitale e loro che dalla sera alla mattina avevano perso il lavoro in un mondo che già avvertiva i venti di crisi. Si sentiva in colpa ed era scivolato nella depressione, non usciva più di casa. Il senso del titolo Restitutor è questo: un esempio che possa cagionarne altri. È il significato della giustizia sociale, la storia di chi insegue la Pace e rianima la speranza, di chi ripara al danno e restituisce “il mal tolto”».