Giorgio Squinzi

Giorgio Squinzi in occasione del messaggio di inaugurazione dell'anno internazionale della Chimica. Squinzi, patron della Mapei è anche presidente del Cefic (Associazione europea delle imprese chimiche) ed ex presidente di Federchimica.

La presidenza di Confindustria è una “missione” e non “un’ambizione” per Giorgio Squinzi e, in caso di elezione, porrà come priorità assoluta in viale dell’Astronomia “l’efficienza del sistema Paese”. E’ quanto sottolinea lo stesso patron della Mapei, primo e probabilmente unico rivale di Alberto Bombassei per il dopo Emma Marcegaglia, che in una lettera ai componenti della giunta di Confindustria ha presentato una prima bozza di programma. Si tratta di “idee e non un programma per la presidenza – ci tiene a precisare Squinzi – Rispettando le regole statutarie, lo predisporrò nel caso in cui venissi designato dai componenti fa Giunta, dopo aver raccolto le proposte delle Associazioni territoriali e di quelle di categoria, nonché le indicazioni dei Saggi”. Ma dalla lettera traspare chiaramente lo Squinzi-pensiero. “Da buon appassionato ciclista – spiega – non sarò un uomo solo al comando, quello che ha sempre tutte le soluzioni”. Meglio una “squadra e la partecipazione di tutti coloro che vorranno contribuire alla soluzione dei problemi”.
Tra le priorità sulle quali bisogna puntare per Squinzi c'è soprattutto la “semplificazione normativo-burocratica per rendere più fluidi e con una tempistica certa tutti gli investimenti; una politica energetica che consenta di ridurre il divario di costo di circa il 30% sulla media europea; una politica fiscale non oppressiva e prevaricatrice, allineata alla media europea, con un'attenzione particolare alla lotta contro il sommerso, privilegiando comportamenti virtuosi”. Inoltre è necessaria “una politica creditizia per le imprese, soprattutto le piccole e medie (…); un intervento rapidissimo e significativo sui tempi di pagamento delle amministrazioni pubbliche; una politica di intervento nelle infrastrutture, materiali e immateriali, e nei settori quali la Scuola, la Formazione e Sanità, fondamentali per ritrovare la crescita civile e sociale dei paese”.
Le relazioni industriali devono “essere un fattore di competitività, un veicolo d'innovazione, dì crescita culturale, di responsabilità sociale; devono essere uno strumento utile non solo a risolvere i problemi ma, possibilmente, a prevenirli (…). Penso, quindi, a un sistema di relazioni industriali che garantisca la massima flessibilità nelle regole, così come la massima coerenza e responsabilità nei comportamenti, un sistema che deve essere costruito giorno per giorno, partendo da scelte strategiche forti e ponderate”. Il programma di Alberto Bombassei

In sintesi, le idee per Confindustria di Giorgio Squinzi
1. Semplificazione normativo-burocratica per snellire gli investimenti
2. Politica fiscale non oppressiva in linea con l’Europa
3. Politica energetica per ridurre il divario con l’Unione europea
4. Più credito alle Pmi
5. Tempi più rapidi nei pagamenti dal parte della P.a.
6. Più investimenti in infrastrutture (anche immateriali come scuola e formazione)