Scott Monty

Scott Monty

Abbiamo chiesto a uno dei nomi più au­torevoli in ambito “social” di condivide­re con i nostri lettori uno sguardo sulle prossime tendenze del marketing on line. Tra l’affermazione di Facebook e l’ascesa di Twitter – ancora sottovalutato – Google+ sembra fare finalmente capolino grazie agli enormi vantaggi che offre per l’indicizzazione sui motori di ricerca. La cosa impor­tante secondo Scott Monty, global head of social media di Ford Motor Company, è instaurare un legame con il consu­matore sfruttando il lato umano che caratterizza questi me­dia. L’obiettivo finale? Coinvolgerlo nella vita aziendale.

Perché avere una strategia di marketing sui social media è così importante per una casa automobilistica?
La prima cosa che una persona fa quando acquista un’auto è parcheggiarla davanti a casa e mostrarla a tutti in modo orgoglioso, parlandone con i vicini o con gli amici al bar. Questo tipo di comportamento e conversazione sul pro­dotto avvengono nello stesso modo anche on line. Com­prare un’auto è uno degli investimenti più significativi a cui una persona va incontro, superato generalmente solo dall’acquisto della casa. Proprio per questo motivo, prima di farlo le persone s’informano e – nella maggior parte dei casi – lo fanno in buona parte on line grazie a un motore di ricerca. Tramite Facebook, Twitter, i forum e i blog, i fu­turi acquirenti danno fiducia a quello che leggono e a chi lo scrive, in alcuni casi anche se, in realtà, non conosco­no queste persone. I social media sono il posto dove que­sto tipo di conversazioni avvengono e, proprio per questo motivo, per noi è importante presidiarli e avere una notevole attenzione nei loro confronti.

Esistono differenze tra la strategia social di Ford a livello mondiale ed Europeo?
Abbiamo una singola strategia online che s’integra – in un ambito più generale – con quella business e di comunicazione del brand. L’obiettivo è aumentare la nostra reputazione e provare a far crescere l’attenzione nei nostri confronti da parte di un pubblico più ampio. In ambito social media un fattore importante è l’aggiunta di un valore “umano” al dialogo. Quando qualcuno impegna parte del suo tempo per parlare con noi online, dobbiamo essere sicuri che abbia un ritorno in termini di valore. Valore inteso come informazioni, aiuto per risolvere un determinato problema, ma inteso anche come un apporto umano. Un esempio? Una risata.

O una storia che li possa coinvolgere...
Sì, una storia in cui loro si possano immedesimare, è necessario dare una possibilità al cliente di essere parte del brand. Proprio per questo motivo abbiamo creato un sito, Social.ford.com che contiene foto, video e storie che abbiamo raccolto con l’aiuto degli appassionati al nostro marchio e in cui altri clienti si possono immedesimare. Un’auto è una parte significativa della vita di una persona e i molti voglio condividere la propria esperienza – positiva e negativa – tramite i nuovi media. Per questo abbiamo realizzato il sito Web Social, per offrire un terreno comune alla loro passione per il marchio.

Qual è la piattaforma che ritiene più efficace?
Ognuna ha delle peculiari caratteristiche e permette di realizzare determinati e specifici obiettivi. Vale la pena essere attivi su tutte, sia dal punto di vista dell’osservazione sia per quanto riguarda i post o le pagine.

Anche su Google+? In questo periodo in Italia le aziende hanno scoperto questa piattaforma grazie ai vantaggi che offre in termini d’indicizzazione sul motore di ricerca.
Sì, esattamente. È importante avere un sito aziendale collegato a delle pagine sui social e anche un blog, un insieme di strumenti Web con cui l’azienda può comunicare e presenziare sulla Rete. In questo contesto Google+ diventa una chiave per farsi trovare più facilmente.

Quali sono i trend che per il futuro?
Attualmente è ancora Facebook a dominare il panorama, tutte le aziende – grandi e piccole – sono interessate a questo strumento. L’azienda di Palo Alto è vicina a un miliardo d’iscritti a livello mondiale, una dimensione che la rende molto importante per chiunque voglia fare del marketing on line. A mio parere, ancora più importante dell’uso di Facebook è capire il ruolo crescente che i device mobili (smartphone e tablet) stanno acquisendo nella vita di tutti i giorni per molte persone. Gli utenti di questi strumenti superano il 50% di quelli che accedono al Web ed è necessario capire come coinvolgerli mentre si spostano; non si tratta più solo d’interfacciarsi a persone sedute davanti ad un monitor e questa sarà la sfida nel prossimo periodo.

E riguardo a Twitter?
Penso che l’importanza di Twitter abbia a che fare proprio con le possibilità che offre a chi si sposta e a chi è in movimento. È la piattaforma più comoda da utilizzare “on the go”, è uno strumento molto potente e non tutte le persone l’hanno capito. Una delle funzioni più significative è proprio la ricerca che la piattaforma offre sui tweet tramite gli argomenti (hashtag).

Pensa sia lo stesso anche in Italia? Twitter nella Penisola offre le stesse opportunità in ambito business?
Sì, credo che Twitter funzioni, e possa avere dei risultati anche in Italia. Se i propri clienti sono online ed è lì che prendono delle decisioni, allora quello è il luogo migliore in cui essere presenti.

Scott Monty è Global digital & Multimedia communications manager in Ford. Ha l’ultima parola sulla strategia digital dell’azienda, dall’uso del blog fino al marketing, passando per il servizio clienti. Grazie alla sua presenza i social media sono stati inseriti in molti processi aziendali. In un settore – quello del marketing su questi network – in cui gli “esperti” sia in Europa sia negli States si sprecano e in molti abusano di questo titolo, Scott è una delle poche voci autorevoli. Monty è in grado d’offrire una “vision” credibile su questo settore; Oltreoceano non manca articolo, trasmissione o libro sull’argomento che non riporti qualche sua frase od opinione, dalla Cnn al Wall Street Journal . Il manager Ford è anche un blogger (www.scottmonty.com) e un podcaster.

Lino Garbellini su Twitter: @lgarbell