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Il Papa anti capitalista

Il Papa anti capitalista Torna a Karol Wojtyla, l'uomo che abbattè il muro
Giovedì, 16 Aprile 2015

Alla fine il mondo postcomunista, da Giovanni Paolo II sognato come quello del riscatto spirituale, ha assunto il volto dominante del materialismo edonista, della fame, dell’ingiustizia e della guerra. Il capitalismo occidentale, nella visione di Wojtyla, soprattutto negli ultimi anni, se lasciato alla sua natura, è irrimediabilmente malvagio. Diventa accettabile solo se addomesticato. Per questo è divenuto un critico appassionato del liberismo.

Tra encicliche, lettere ed esortazioni, Giovanni Paolo II ha scritto un centinaio di importanti documenti. In questa produzione immensa c’è un testo di particolare rilievo al riguardo: l’enciclica Centesimus Annus , scritta per il centenario dell’enciclica Rerum Novarum di Leone XIII. Giovanni Paolo II rilegge l’enciclica leoniana evidenziando l’influenza che ha avuto su milioni di uomini che hanno lottato per la tutela della dignità umana.

Nel 1991 si chiede quali debbano essere le nuove esigenze dell’evangelizzazione: «Si può forse dire che dopo il fallimento del comunismo, il sistema sociale vincente sia il capitalismo, e che verso di esso vadano indirizzati gli sforzi dei Paesi che cercano di ricostruire la loro economia e la loro società? Se con capitalismo si indica un sistema economico che riconosce il ruolo fondamentale e positivo dell’impresa, del mercato, della proprietà privata e della conseguente responsabilità per i mezzi di produzione, della libera creatività umana nel settore dell’economia, la risposta è certamente positiva, anche se forse sarebbe più appropriato parlare di economia d’impresa o di economia di mercato, o semplicemente di economia libera. Ma se s’intende un sistema in cui la libertà nel settore dell’economia non è inquadrata in un solido contesto giuridico che la metta al servizio della libertà umana integrale e la consideri come una particolare dimensione di questa libertà, il cui centro è etico e religioso, allora la risposta è decisamente negativa».

Chissà cosa avrebbe detto della crisi finanziaria che ha messo in ginocchio milioni di persone in questi anni.

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