Dopo aver completato la riorganizzazione dell'azienda in seguito all'addio di Andrea Guerra e alla dimissioni shock di Enrico Cavatorta chiudendo così uno dei periodi più difficili della storia di Luxottica soprattutto dal punto di vista della quotazione in Borsa, Leonardo Del Vecchio si fa da parte. E comunica la sua decisione ai 74 mila dipendenti del gruppo sparsi in tutto il mondo:

IN DIFESA DELLA MOGLIE. «Mentre in Italia si svendevano pezzi della nostra economia, Luxottica conquistava nel mondo marchi e aziende prestigiose, portava in Italia icone come Ray-Ban e Oakley e con 7 mila negozi dagli Stati Uniti all’Australia, dalla Cina al Brasile è diventata un’azienda globale. Ha portato a termine grandi battaglie sui mercati», si legge nella missiva del patron, «in questi giorni abbiamo tutti letto articoli su Luxottica che riportavano tanti, troppi, pettegolezzi e falsità sulla mia famiglia (sulla moglie in particolare, ndr) e sui miei più stretti collaboratori. Sono stati dati giudizi superficiali sull’azienda travisando la verità dei fatti».

«Mentre molti cercavano aiuti di Stato o appoggi dalla politica, noi ci rimboccavamo le maniche e, con le sole nostre forze, ci facevamo valere nel mondo. Questo per me è motivo di grande orgoglio», rivendica l'imprenditore 79enne, «Adil Khan, manager internazionale di grande prestigio, ha accettato con entusiasmo di far parte della nostra squadra, affiancherà in modo perfettamente complementare Massimo Vian, avviando in questo modo la nuova governance del gruppo»

RIVOLUZIONE DA GENNAIO. Il nuovo manager si insiederà a gennaio, mentre Del Vecchio uscirà progressivamente. «Sono temporaneamente tornato in azienda, esclusivamente per accompagnare e agevolare i cambiamenti in atto. Appena terminato e consolidato il nuovo assetto organizzativo, lascerò di nuovo ai manager il compito di guidare il futuro di Luxottica», la promessa del presidente, «vi vorrei rassicurare sul fatto che in questo processo di cambiamento non ci sono state e non ci saranno mai influenze da parte della mia famiglia, numerosa e articolata, ma che proprio per questo amo tutta intensamente e allo stesso modo. Vi chiedo oggi di lasciare alle nostre spalle indiscrezioni e pettegolezzi, forti di questi anni di storia aziendale e dei grandi valori che ci accomunano. Il saluto e il congedo non è quello di un imprenditore qualunque: Buon Lavoro a tutti. Il Vostro Fondatore».