Giorgio Napolitano © Marco Delogu

Non solo un discorso di fine anno, ma un vero e proprio bilancio su quello che rappresenta l’Italia e l’Europa unità. Nell’ormai più che probabile ultimo discorso al corpo diplomatico italiano di Giorgio Napolitano in qualità di capo dello Stato, il Presidente ha voluto fare alcune considerazioni sul “periodo complesso e travagliato che stanno attraversando l'Italia, l'Europa ed il mondo”. Un bilancio attuale non solo del nostro Paese, ma dell’Unione europea e del suo ruolo a livello internazionale. Del discorso di Napolitano, dove annuncia “l'imminente conclusione” del suo mandato presidenziale, riportiamo i passaggi che riguardano l’Italia e l’Unione europea.

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La nostra comune battaglia
sarà nei prossimi anni
quella di far riscoprire ai nostri giovani
le ragioni più che mai attuali
dello stare insieme e di far
apprezzare ai cittadini
gli enormi benefici che l'integrazione
europea ci ha garantito

Giorgio Napolitano

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EUROPA, UN’ENTITÀ POLITICA UNITARIA. Per quel che riguarda il nostro essere in Europa, nei mesi scorsi abbiamo preso parte e assistito a sviluppi molto significativi. Le elezioni del nuovo Parlamento di Strasburgo, pur in un quadro generale che ha visto una rapida e preoccupante crescita di movimenti e partiti euroscettici o apertamente antieuropei (l'Italia ha votato in qualche misura controcorrente), hanno segnato un passo avanti importante verso l'europeizzazione del dibattito politico all'interno dei singoli paesi membri e verso un inedito svolgimento della dialettica politica al livello veramente continentale. È innegabile che la Commissione guidata dal presidente Juncker abbia un profilo più nettamente sovranazionale e si ponga obiettivi ambiziosi per rispondere alle sfide comuni in una chiave certamente più "politica" di quelle che l'hanno preceduta. L'Europa, sia pur lentamente e con difficoltà e contrasti, inizia a considerare se stessa e a funzionare come un'entità politica unitaria, in cui pur convivono tanti e diversissimi approcci, interessi, identità culturali, valori e aspirazioni. La nostra comune battaglia sarà nei prossimi anni quella di far riscoprire ai nostri giovani le ragioni più che mai attuali dello stare insieme e di far apprezzare ai cittadini gli enormi benefici che l'integrazione europea ci ha garantito. Tra essi in primo luogo quei settant'anni di pace che costituiscono un unicum in Europa dall'alto Medio Evo a oggi. Andrebbero apprezzati anche i benefici che l'integrazione potrà ancora portarci, restituendo all'Europa quel ruolo di protagonista, nella diffusione di quei principi di diritto e di quei valori umani che costituiscono il substrato della civiltà nata sulle sponde del Mediterraneo ed estesasi sino all'Atlantico ed al Mare del Nord.