Kevin Eyres

Kevin Eyres si è laureato in Matematica e scienze informatiche all’Università del Texas, a San Antonio. Ha iniziato la sua carriera come ingegnere alla Compaq Computers e oggi si occupa dello sviluppo, della direzione e della realizzazione delle strategie e dei progetti di crescita di LinkedIn Europa. È sposato e vive a Londra

Non sarà certo la community più accattivante. Non avrà magari l’interfaccia più convincente. E non sarà per piacere o per divertimento che si rimane collegati ore. Ma è certamente il più utile, efficace e vantaggioso web site di talent recruiting che esista. Stiamo parlando di LinkedIn, il sito di networking professionale più grande al mondo che ogni secondo registra un nuovo iscritto nel mondo. In occasione dell’annuncio della versione italiana della community, Business People ha incontrato Kevin Eyres, managing director di LinkedIn Europe, per scoprire la formula di un business vincente e gli obiettivi futuri.

Fondato nel 2002 nella Silicon Valley da Reid Hoffman, oggi LinkedIn è un punto di riferimento per la ricerca di lavoro sia per le società di selezione del personale sia per le aziende in cerca di specifiche professionalità. Come si è arrivati fin qui?
LinkedIn nasce come piattaforma di relazione e di scambio di competenze tra professionisti e a distanza di soli otto anni è considerato il business network più grande e influente al mondo con più di 65 milioni di utenti dislocati in oltre 200 Paesi. Solo in Europa sono già stati raggiunti 15 milioni di membri e in Italia fra il 2008 e il 2009 LinkedIn ha messo a segno una crescita del 100% del numero di utenti raggiungendo quasi un milione di membri. Basti pensare che ogni secondo entra a far parte della community un nuovo utente creando un nuovo profilo professionale e una nuova rete di contatti utili.

Una formula di business vincente.
È vincente perché si tratta di un professional network che ha lo scopo di condividere la conoscenza e la capacità di risoluzione dei problemi, anche quelli più difficili. La differenza con i social network, come per esempio Facebook, Twitter o Flickr, che hanno un numero di iscritti che crescono a dismisura, è che queste non sono società profittevoli, Il modello di business di LinkedIn è vincente perché dispone di diverse fonti di introiti come la pubblicità on line, le ricerche di lavoro e il corporate recruiting e queste hanno portato l’azienda ad essere, già nel 2006, in attivo con un valore stimato attualmente intorno al miliardo di dollari.

Qual è la mission e cosa cercano i membri di LinkedIn?
Lo scopo del network coincide con le aspettative degli utenti: costruire una rete di relazioni fidate e durature fra i professionisti di tutto il mondo per che sia in grado di dare un aiuto concreto per raggiungere la massima produttività e aumentare notevolmente il successo a livello professionale.

Mi spieghi come funziona.
Innanzitutto è necessario registrare il proprio account e questo avviene gratuitamente, poi si passa alla creazione di un profilo che efficacemente “racconti” il proprio percorso professionale e le aspirazioni a breve e lungo termine. Solo dopo aver superato i primi due step e aver quindi personalizzato il proprio curriculum on line è possibile creare un network di contatti con professionisti fidati e qualificati.

Se la sente di dare dei suggerimenti a suo parere efficaci per creare un profilo utile e adeguato?
È bene partire con l’idea di redigere il proprio curriculum in modo da garantire la migliore visualizzazione sullo schermo ed è quindi necessario organizzare i contenuti del profilo in brevi paragrafi e aiutarsi attraverso dei simboli. Avere un proprio slogan in questi casi può essere davvero utile perché è solitamente la prima cosa che viene notata all’interno di un profilo, è il brand della persona. Per mettere in risalto le capacità e illustrare le esperienze fatte precedentemente e soprattutto per distinguersi in mezzo a una vasta folla bisogna riuscire in pochi secondi, e quindi in poche righe, a catturare l’attenzione. Tanto più è interessante il sommario e l’incipit del curriculum, tanto più sarà il tempo che i “lettori” vorranno dedicarvi. Infine un ultimo consiglio: fare domande brevi e ben ponderate perché solo così si riceveranno risposte altrettanto efficaci!

Dopo aver creato un profilo adeguato, quali sono le regole d’oro da tener presente per diventare dei buoni “imprenditori” di se stessi?
Bisogna creare un proprio network su misura, costruire contatti all’interno della sfera professionale attraverso l’amicizia di parenti e conoscenti già presenti sul sito, di ex colleghi di lavoro, di tutor dell’università frequentata – l’Italia è al secondo posto per numero di universitari connessi a LinkedIn – e di professori conosciuti: è fondamentale avere una propria mailing list, ma è ancora più importante farsi raccomandare da persone che possano certificare la propria esperienza, perché le raccomandazioni migliorano in modo significativo l’impatto di un profilo. Consiglio infine di individuare tutte le aziende che potrebbero essere interessate al proprio profilo, accedere quindi alle loro statistiche e alle loro promozioni e alle opportunità di lavoro che offrono.

Stabilito che LinkedIn si rivolge a chi sta cercando di cambiare lavoro, alle aziende che vogliono ampliare il proprio team e ai cacciatori di teste, concretamente qual è l’aiuto che porta far parte del network?
Cosa c’è di meglio che individuare nuove opportunità di business e nuovi partner? Attraverso LinkedIn è possibile un continuo aggiornamento del proprio profilo grazie al quale si può essere presentati a potenziali clienti per creare e gestire in modo collaborativo i progetti, senza contare al fatto che, entrando a far parte di specifici gruppi, si possono acquisire importanti informazioni e analisi sui vari settori di business in modo tale da riuscire a risolvere anche i problemi più ostici. Inoltre molti degli accordi strategici sono stati fatti proprio sul sito che è riuscito in pochi anni a formare una rete duratura di contatti e di scambi basata sulla fiducia reciproca.

Chi è il “cliente” tipo di LinkedIn?
Nell’81% dei casi si tratta di laureati e di persone che ricoprono posizioni dirigenziali all’interno dell’azienda per la quale lavorano e operano soprattutto nei servizi finanziari, nella tecnologia, nel marketing, nell’energia e nella consulenza di management. Sono in maggioranza professionisti appartenenti alle aziende della classifica annuale di Fortune 500. Inoltre abbiamo dati che stabiliscono un’età media intorno ai 40 anni e un reddito medio di 75 mila dollari.

È arrivata nel nostro Paese la versione italiana della community a brevissima distanza dal lancio del sito portoghese, e siete già presenti con 15 milioni di utenti in Europa, ma anche in India e Australia. Qual è il percorso seguito fino a oggi?
A livello mondiale LinkedIn ha sostenuto una strategia di crescita piuttosto aggressiva che ha portato alla recente apertura di nuove filiali nei Paesi Bassi, in Irlanda, in Australia, India e Canada. Queste sedi affiancano il quartier generale dell’azienda basato da sempre a Mountain View in California e gli uffici di Londra. La nostra crescita in Europa, ma anche nel mondo, è andata di pari passo con l’aumento dei nostri utenti e il nostro continuo impegno nella localizzazione della community conferma la volontà di essere sempre vicini ai nostri utenti per aiutarli ad attingere più facilmente alla piattaforma di condivisione di competenze ed expertise professionali. Il lancio del sito italiano rappresenta la tappa più recente di un percorso che ha portato a un importante sviluppo per la community: fra le novità più significative c’è la possibilità per gli utenti di collegare i loro account su LinkedIn e Twitter, oltre alla disponibilità delle principali applicazioni su BlackBerry che si aggiunge all’offerta per iPhone e Palm Pre.

La vostra interfaccia è un po’, mi passi il termine, “freddo” rispetto a quello più accogliente, accattivante e in un certo senso invitante dei social network che siamo abituati a utilizzare tutto il giorno. Non siete mai stati tentati da un’ibridazione in questo senso?
Il punto sta proprio nel capire la differenza tra social e professional network. Mentre i primi sono nati per divertire le persone, per creare o consolidare rapporti di amicizia attraverso l’uso di simpatici profili, lo scambio di foto e dettagli sulla propria vita privata e sentimentale, quando si parla di LinkedIn l’atteggiamento è molto diverso: è un business network che permette immediatamente di entrare in contatto con una serie di opportunità di lavoro che accrescono la produttività professionale individuale. Chi raggiunge questo sito, non lo fa certo per divertirsi o per avere un mezzo alternativo di intrattenimento: se i social network possono essere considerati dei partner anche per l’intera giornata, questo non è il caso di LinkedIn il cui accesso dipende esclusivamente dalla necessità del momento e dalla capacità di problem solving.

Un’ultima domanda: quali sono, a suo parere, i network ai quali una persona si deve iscrivere per massimizzare la propria visibilità sul web?
Non potrei che rispondere in un solo modo: LinkedIn.

LINKEDIN IN CIFRE
65 milioni di membri in più di 200 paesi
170 settori di business
15 milioni di membri in Europa
1 milione di membri in Italia
Ogni secondo un nuovo membro entra a far parte della community
Ogni giorno vengono postate 600 domande
IL NETWORK IN ITALIA E NEL MONDO
ITALIA
Le cinque città “più connesse” sono Milano, Roma, Bologna, Torino e Venezia
Le cinque aziende con il maggior numero di utenti connessi sono Accenture, Telecom Italia, Studio Tike, UniCredit e IBM
L’università più connessa è la sapienza di Roma
MONDO
5 milioni di utenti in India
3 milioni di utenti nel Regno Unito
1 milione di utenti in Francia
1 milione di utenti nei Paesi Bassi
1 milione di utenti fra Germania, Austria e Svizzera
1 milione di utenti in Australia
1 milione di nuovi utenti ogni 12 giorni