Luca Colombo

Luca Colombo, 41 anni, sposato e con due figli, è un grande appassionato di basket, oltre che di tecnologia e media on line

Cinquecento milioni di utenti attivi ogni mese nel mondo, dei quali la metà visitano Facebook quotidianamente. In Italia parliamo di 19 milioni di utenti attivi nel mese e 12 milioni collegati ogni giorno. Ognuno con una sua Home page personalizzata. Sono numeri che fanno riflettere: in Italia, non sembra ci sia nessuno che possa sfoggiare questo carico di utenza, né sul Web, né su radio o stampa. E in Tv solo alcuni programmi raggiungono questi valori.
Il social network in blu, insomma, ha tutte le potenzialità per diventare uno strumento di marketing unico per comunicare direttamente con target specifici in modo semplice, diretto ma soprattutto coinvolgente e immediato. Persone e brand si possono connettere “alla velocità della rete” instaurando relazioni durature, difficilmente realizzabili con l’utilizzo di altre piattaforme. La domanda però è: come raggiungerli? L’abbiamo chiesto a Luca Colombo, ex Microsoft Italia, dal 25 ottobre scorso, country manager di Facebook in Italia.
«Mettendosi nell’ottica rivoluzionaria che sono le persone che stanno cambiando il corso della storia e anche del business. È una rivoluzione silenziosa e quotidiana di cui forse le aziende italiane non si sono ancora del tutto accorte. Oggi sono soprattutto le persone che fanno emergere i contenuti del web, condividendoli e segnalandoli ai propri contatti. E cosa possono fare le aziende quando hanno di fronte a sé consumatori che vogliono principalmente condividere e connettersi con altre persone? Possono inserirsi in questo trend e cominciare a conversare con loro».

E quali sono questi “strumenti di conversazione”?
Offriamo strumenti per ogni tipo di obiettivo, dalla ricerca e sviluppo di un prodotto alla costruzione di una relazione con i propri consumatori, dalla gestione dei rapporti con la propria clientela fino alla costruzione della propria Reputation Imagine.
Anzitutto abbiamo le pagine pubbliche che sono il primo punto di ingresso per le aziende per stabilire una relazione: a queste si può aderire, diventare amico, esprimere un like o semplicemente rimanere in contatto. Poi ci sono le applicazioni o i giochi, strumenti flessibili per costruire un dialogo, offrire informazioni e far parlare di sé.
Le applicazioni in particolare sono attività ancora più specifiche che vanno ben al di là della pagina standard. Permettono di ospitare nelle pagine attività di raccolta dati, sampling, test. Danone e Coca Cola ad esempio, il primo in italia e il secondo negli Usa, hanno sviluppato il packaging e declinato i gusti di un prodotto a scaffale, raccogliendo gli input attraverso un’applicazione residente sulla loro pagina Fb. Nel caso di Danone parliamo di 7 mila voti raccolti in tre giorni e di 23 mila fan. E quel prodotto è stato poi effettivamente messo a scaffale. Questa è la rivoluzione: il consumatore che esprime un voto e si trova poi il prodotto a scaffale, crea una relazione molto forte a prescindere dagli altri brand che stanno a fianco e dal prezzo.
Poi ci sono i deals, legati ai “luoghi”. Il fatto che ogni utente possa esprimere una presenza fisica sul territorio dà alle aziende l’opportunità di fare delle offerte commerciali. Grande opportunità questa per fare connessione tra luogo fisico e web e soprattutto sfruttare il passaparola per generare traffico sul punto di vendita.

In tutto questo, come si colloca l’advertising più classico?
Sul nostro social network disponiamo di due grandi spazi commerciali: da una parte l’home page e dall’altra tutto il resto del sito. L’home page, attraverso la quale passano in Italia 12 milioni di persone ogni giorno, ospita solitamente un solo oggetto pubblicitario, che si può acquistare attraverso la nostra forza vendita. In tutto il resto del sito si può essere presenti sia con un rapporto diretto con noi sia con campagne in totale autonomia. Quello che ci permette di differenziarci dalla concorrenza è il livello di profilazione che possiamo offrire, ovvero l’offerta di target ben definiti, che ogni azienda può scegliere in base ai propri obiettivi di comunicazione. Quindi posso decidere di colpire 12 milioni di persone in un giorno solo con l’home page, oppure decidere di raggiungerne solo alcuni con una certa frequenza e rispondenti ad un certo preciso profilo.

Tutti i numeri del social network in blu
Più di 400 milioni di utenti attivi in tutto il mondo 19 milioni utenti mensili su Facebook in Italia
12 milioni utenti giornalieri su Facebook in Italia Il 40% dell’utenza di Facebook ha più di 35 anni
Un utente mediamente effettua 8 richieste di amicizia al mese Un utente in media utilizza Facebook per 55 minuti al giorno
4 milioni utenti mensili su Facebook in Italia via Mobile Oltre 20 milioni di utenti diventano fan di Pagine ogni giorno
24% del tempo speso on line in Italia è trascorso su Facebook Più di 35 milioni di utenti aggiornano il loro status ogni giorno

Cosa consiglia per una buona partenza sulla vostra piattaforma?
Sempre dal definire i propri obiettivi. Fb è uno strumento estremamente duttile e ricco di soluzioni per ogni obiettivo. La nostra mission è sempre più quella di aiutare le aziende a sfruttare al meglio questa piattaforma e in questo senso la nostra forza vendita è a disposizione dei clienti.

Quali sono a suo parere le opportunità di business ancora non ben sviluppate nella rete?
Penso siano tutti ambiti che si concentrano in qualche modo sul nostro quotidiano: comunicazione, integrazione tra diversi strumenti di comunicazione, ma anche e-commerce che è ancora tutto da sviluppare e che Fb ad esempio sta trasformando in “social shopping”, con al centro i concetti di like, amicizia o raccomandation.

Come sarà il Web del futuro?
Penso che nei prossimi anni le persone saranno sempre più al centro della Rete e tutta la reta si svilupperà in modo tale da sfruttare maggiormente l’aspetto sociale del mezzo. Le persone insomma come fattore chiave, anche perché quello che vediamo ora non è che l’inizio. Inoltre quello che oggi è esperienza su Web e cellulare, credo che si diffonderà sempre più anche su altri strumenti. Difficile al giorno d’oggi prevedere il futuro, ma se penso al fatto che abbiamo sempre più televisori che hanno già inglobato l’attacco di rete, le domanda vengono da sé: domani il televisore diventerà un Pc e viceversa? Quale sarà il ruolo dei produttori hardware rispetto ai produttori di contenuti? Quindi la sfida di tutti quanti noi è capire come sviluppare un prodotto che possa vivere attraverso i più diversi dispositivi sapendo che il consumatore vuole avere un servizio sempre più comodo e vicino a se stesso. Se poi questo avviene su cellulare, Tv, Ipad, applicazione, Pc, non deve avere rilevanza....

LE PASSIONI DI LUCA COLOMBO
Libro
1984
Film
A beautiful mind
Hobby
Relax e sport
Piatto
Cassoeula
Luogo
Bora Bora
Auto
Mercedes Classe B
Musica
Straniera, anni ‘80
Programma Tv
Talk Show e programmi di approfondimento
Squadra
Juventus, Armani Jeans e Los Angeles Lakers (basket)

Cosa ne pensa del mondo Tablet e App?
Le App in particolare sono una vera rivoluzione nella rivoluzione. Il mondo degli smartphone, ad esempio, è stato, con l’avvento delle App, un elemento dirompente rispetto agli schemi tradizionali. Oggi scegliamo un cellulare indipendentemente dalla marca, ma piuttosto in base alle applicazioni che contiene. Diventa quasi irrilevante il sistema operativo e il contenuto è tutto. E fra poco le App. sbarcheranno anche su Pc e quant’altro. Sono una specie di accelerazione all’interno di un mondo in fortissima evoluzione e rappresentano un’ulteriore variabile di cui tenere conto: per noi in particolare significa rendere accessibili i nostri servizi a prescindere dai dispositivi.

Attraverso cosa pensate di sviluppare il business in Italia?
L’obiettivo è di sviluppare la nostra piattaforma a 360° in tutti gli ambiti che riguardano le persone. “It’s all about people” come continuiamo a ripetere. Qualsiasi business che opera nell’ambito media deve anzitutto offrire un’esperienza vincente verso il consumatore, per poi dare l’opportunità alle aziende di comunicare con questo consumatore. In tal senso stiamo migliorando e arricchendo continuamente i servizi a disposizione su Fb. L’esperienza dell’utente deve arricchirsi continuamente e le persone devono poter accedere sempre più facilmente a tutte le informazioni. Senza dimenticare il “social graph” di ciascuno, ovvero quello che è importante per il singolo individuo non solo in termini di connessione con le persone, ma anche di passioni, interessi e luoghi, per offrire al consumatore un’esperienza e un’offerta di servizi il più profilata possibile verso le sue peculiari esigenze.

Come è percepito in Italia il problema non facile della privacy e del trattamento dei dati? Per le aziende come funziona?
Non forniamo nessun dato sensibile alle aziende e se questo avviene non è in linea con le nostre policy. Ci sono poi aziende che si costruiscono applicazioni che vivono su Fb e che fanno test, concorsi, attività di incentivazione per stimolare gli utenti a lasciare i propri dati. Ma per noi la privacy dei nostri utenti è fondamentale: se dovessimo perdere la fiducia delle persone, metteremmo a rischio l’intero nostro business.

Se dovesse definire il suo lavoro in Fb con un aggettivo, quale sarebbe?
Direi veloce. Facebook è oggi un’azienda che viaggia molto velocemente. La velocità è un elemento chiave di successo e questo spiega la nostra vita. Siamo un team che deve muoversi rapidamente. L’obiettivo locale è di raccontare alle principali aziende in Italia le possibilità che possiamo offrire. Possibilità che di giorno in giorno aumentano e si approfondiscono.