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L'attuale presidente della Bce, Jean-Claude Trichet e Mario Draghi, presidente del Financial Stability Board e governatore della Banca d'Italia

“È un esperto economista, conosce il sistema finanziario globale ed è abituato a trattare con i politici difficili”. Wolfgang Munchau, presidente del think tank Eurointelligence è sicuro: il candidato ideale per la Banca centrale Europea è l’italiano Mario Draghi, presidente Financial Stability Board e governatore della Banca d’Italia. Per la successione a Jean-Claude Trichet alla presidenza Bce “ce sfortunatamente un solo candidato che risponde ai requisiti richiesti dall'incarico - sottolinea Munchau sul Financial Times - ed è Mario Draghi”. Draghi sarebbe quindi un presidente completo, mentre gli altri aspiranti “non solo sono carenti su questo o quell'aspetto, ma su tutti” aggiunge il presidente di Eurointelligence.

Bce, gli ostacoli per Draghi
Ma la strada per il governatore di Bankitalia è irta di ostacoli. Sia il Financial Times che l'International Herald Tribune (Iht) sottolineano come l’origine geografica di Draghi possa condizionare la decisione finale. Draghi, secondo l’Iht avrebbe “scarse possibilità” di essere scelto, soprattutto per ragioni politici “che dicono molto su come verrà condotta questa ricerca di un posto di alto livello”. Il quotidiano afferma che Draghi “sembra avere tutte le giuste qualità”, tuttavia “ha un problema. È italiano. Vitor Constancio, il vicepresidente, è portoghese. Secondo la logica dell'Unione europea, se il vicepresidente viene dall'Europa del sud, il presidente deve essere del nord”. Inoltre anche “gli stereotipi nazionali giocano un ruolo. Una diffusa percezione persiste in Germania: che le persone dei paesi nordici appaiono prudenti e responsabili, mentre quelle dei paesi che affacciano sul Mediterraneo non possono gestire il denaro”. Anche sul Financial Times si sottolinea l’origine geografica di Draghi. “La Merkel (Angela, cancelliere tedesco, ndr ) non può proporre ai tedeschi un banchiere centrale italiano” aggiunge Munchau. Considerato tuttavia l'impegno del cancelliere tedesco a identificare il miglior candidato possibile “il miglior esito - conclude il presidente di Eurointelligence - sarebbe che la stessa Merkel indicasse Draghi come il suo candidato” mentre il peggiore, conclude, sarebbe “una battaglia lunga e combattuta, seguita dalla nomina di un candidato di secondo ordine”.

I CANDIDATI PER LA POLTRONA DELLA BCE

Mario Draghi. Presidente del Financial Stability Board, l'organismo incaricato di riscrivere le regole della finanza globale post-crisi; governatore della Banca d'Italia ed ex direttore generale del Tesoro. L'esperienza non manca a Draghi, che siede nel consiglio direttivo della Bce in rappresentanza della Banca d'Italia e secondo molti osservatori potrebbe assicurare alla Bce continuità con le capacità diplomatiche di Trichet. Le sue chance potrebbero però essere ridotte dal fatto che i vertici della Bce hanno già un esponente dell'Europa del Sud nel vice presidente Vitor Constancio.

Klaus Regling. Tedesco, responsabile del fondo salva-Stati Efsf, potrebbe essere lui il candidato alternativo del cancelliere Merkel. Ortodosso in politica monetarie e disciplina fiscale, non ha esperienze di banchiere centrale ma ha lavorato al Fondo monetario internazionale, al ministero delle Finanze e alla Commissione Ue.

Juergen Stark. Ex vice presidente della Bundesbank siede nel comitato esecutivo della Bce e, come Weber, è considerato un 'falcò sulla lotta all'inflazione. Non è chiaro se le regole della Bce consentano un reincarico a chi già siede nel board.

Yves Mersch. Veterano nel consiglio Bce, guida la banca centrale lussemburghese dal 1998. Considerato anch'egli un 'falcò, potrebbe emergere come candidato non tedesco gradito a Berlino.
Erkki Liikanen. Ex Commissario Ue, è considerato un moderato in politica monetaria. Contro di lui la provenienza socialdemocratica (mentre il Parlamento europeo è a maggioranza Popolare) e il fatto che un altro finlandese, Olli Rehn, ricopre una carica importante come Commissario Ue agli Affari economici.

Guy Quaden. Membro moderato del consiglio Bce (come capo della banca nazionale belga), contro di lui il fatto che Hermann Van Rompuy, suo connazionale, presiede il Consiglio europeo.

Christian Noyer. Governatore della Banca di Francia dal 2003 e presidente della Banca dei regolamenti internazionali, è stato vice presidente del comitato esecutivo Bce dal 1998 al 2002 e per questo presenta lo stesso problema di Stark.