Corrado Passera © GettyImages

Corrado Passera è già stato definito 'superministro’ per aver assunto la guida di un ministero che accorpa due ministeri chiave, quello dello Sviluppo Economico e quello delle Infrastrutture e Trasporti. Fino a poche ore prima del mandato consigliere delegato e Ceo di Intesa Sanpaolo, in oltre trent'anni di carriera Passera si è occupato di informatica, finanza, editoria, credito, amministrazione pubblica, ancora banche. Oggi, a 57 anni, il responsabile del ministero di Via Veneto accetta la sfida di occuparsi del rilancio dell'economia italiana.
Nato a Como a fine dicembre del 1954, Passera è sposato, ha tre figli e uno in arrivo per i primi mesi del prossimo anno: due dal primo matrimonio, Luigi e Sofia, l'ultima Luce nata poco più di un anno fa dalla seconda moglie Giovanna Salza. Laurea alla Bocconi di Milano (come Monti) e un master in Business Administration alla Wharton School di Philadelphia, il neo ministro si dimostra fin dai suoi primi passi nel mondo del lavoro un enfant prodige. Inizia la carriera come manager all'Olivetti e, dopo un' esperienza in McKinsey (1980-1985), torna a Ivrea dove diventa braccio destro dell'ingegnere, presidente, amministratore delegato e direttore generale della Cir. È di quegli anni la sua prima esperienza nel mondo del credito: dall’1988 al 1995 è vice presidente del Credito Romagnolo. Sempre per De Benedetti, Passera sbarca nel mondo dell' editoria diventando prima direttore generale della Mondadori e poi vice presidente e amministratore delegato del Gruppo Espresso-Repubblica. Dal 1992 al 1996 è amministratore delegato di Olivetti nel periodo della grande ristrutturazione dell'informatica e dell'avvio di Omnitel e di Infostrada nel mondo della telefonia. Lascia Ivrea nel 1996 per diventare amministratore delegato dell'Ambroveneto al fianco di Bazoli, che per la nuova banca punta su un manager con esperienze nel mondo dell'industria. Quando però va in porto l'acquisto della Cariplo, la scelta di capo azienda cade su Carlo Salvatori. Passera viene chiamato quindi dall’allora presidente del Consiglio, Romano Prodi che, assieme al ministro del Tesoro dell'epoca, Carlo Azeglio Ciampi, lo sceglie come l'uomo su cui puntare per risanare le disastrate Poste Italiane. Passera si rimbocca le maniche - look per lui abituale, come dimostrano le numerose foto che lo ritraggono informalmente in camicia - e trasforma il monolite romano prima in una Spa e poi, grazie anche al piano di impresa da lui pensato e progettato, in un'azienda pronta a fare utili. Proprio sul traguardo torna al timone di una grande banca, Intesa, che poi si unirà al Sanpaolo di Torino. Adesso la sfida politica sotto i riflettori dell'Europa e del mondo intero.
(Fonte: Ansa)

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