Carlo De Benedetti

Carlo De Benedetti

Un invito a ‘mettersi in gioco’, così come recita il titolo del suo ultimo libro. L’imprenditore Carlo De Benedetti lascia il controllo di Cir – 'Compagnie industriali riunite', società finanziaria che controlla tra l’altro L'Espresso – ai tre figli Rodolfo, Marco ed Edoardo. Un passaggio di consegne, un cambio generazionale alla guida di uno delle più grandi holding italiane, che vedrà Rodolfo De Benedetti assumere il ruolo di presidente esecutivo del Cir e di Cofide (holding di famiglia che controlla Cir).
Nel corso del Cda sui conti del terzo trimestre Carlo De Benedetti ha annunciato così il completamento del percorso di successione all'interno del gruppo avviato tre anni e mezzo fa. Dopo aver rinunciato alle cariche operative all'inizio del 2009, nelle prossime settimane trasferirà gratuitamente ai tre figli il controllo del gruppo. A seguito di tale decisione, Carlo De Benedetti ha proposto al board di nominare, nella prossima assemblea degli azionisti ad aprile, Rodolfo De Benedetti presidente esecutivo. A sua volta Rodolfo proporrà, in accordo con la famiglia, di nominare Monica Mondardini - già ad del gruppo L’Espresso – amministratore delegato del gruppo, anche con l'obiettivo - spiega una nota - di rafforzare ancora la struttura manageriale del gruppo. Carlo e Rodolfo De Benedetti hanno poi chiesto all'attuale presidente di Cir, Stefano Micossi, di rimanere in consiglio anche dopo la prossima assemblea come amministratore. Carlo De Benedetti resterà dal canto suo presidente onorario e consigliere della società.
“LASCIO UN GRUPPO IN SALUTE”. Ai miei figli lascio “un gruppo in salute, internazionalizzato e molto diversificato”, spiega De Benedetti in un'intervista a Il Sole 24 Ore è Carlo De Benedetti. “Mi concentrerò sul mio ruolo di presidente ed editore del gruppo Espresso – aggiunge – Mi ci dedicherò a tempo pieno come editore. Il mio solo interesse sarà la presidenza de L'Espresso. Non avrò nessun legame con le altre attività controllate da Sapa”. Questa scelta, ha spiegato De Benedetti, deriva “dalla volontà di dare continuità alla tradizione imprenditoriale familiare iniziata con mio padre. Ora tocca ai miei figli”.