Alberto Bombassei © Getty Images

Alberto Bombassei

“Durante le giornate convulse dell’“assalto” alla Boldrini un ragazzo del Movimento 5 Stelle mi ha insultato saltando sul banco. Mi ha detto ‘taci tu che sei qui a difendere gli interessi di quelli come te!’ Ne sono uscito scosso. Ho fatto trattative difficili e incontri duri ma uno così, quasi fisicamente violento e dentro il Parlamento, mi è sembrato fosse troppo per me”. È solo una delle esperienze che hanno caratterizzato l’esperienza di Alberto Bombassei, imprenditore e proprietario della Brembo prestato alla politica, nel corso della sua esperienza alla Camera dei deputati con Scelta Civica, di cui è stato presidente dopo Mario Monti.

COME VIENE VISTO CHI FA IMPRESA. Non parla della sua decisione di lasciare il vertice del partito, ma sottolinea l’intenzione di restare in Parlamento con un obiettivo: “Cambiare la percezione del ruolo dell’industria e degli imprenditori”. Sì, perché dopo lo ‘scontro’ con il deputato 5 Stelle, “ho pensato che quella fosse l’espressione della cultura prevalente del Paese: in Italia gli imprenditori o sono eroi o malfattori”.
In un’intervista al Corriere della Sera Bombassei afferma: “C’è gente che ci guarda come eroi, quelli che nella crisi si indebitano per non licenziare i dipendenti. E c’è chi ci giudica malfattori, ritenendo che pensiamo solo alla nostra ricchezza. Mai veniamo considerati per quello che siamo nella stragrande maggioranza dei casi: una risorsa, un fondamentale tassello dello sviluppo del Paese”.