Alberto Bombassei © GettyImages

Una cosa è certa, Alberto Bombassei non si è dato per vinto. L’elezione dello scorso giovedì 22 marzo, che ha decretato la vittoria di Giorgio Squinzi sul patron Brembo per la successione in Confindustria (93 voti contro 82, più due schede bianche), ha evidenziato una spaccatura interna nell’associazione di Viale dell’Astronomia che, almeno per il momento, non è stata sanata. Da una parte Squinzi che, candidato simbolo di un rinnovamento di Confindustria nel segno della continuità, si è ritrovato con almeno una ventina di voti in meno rispetto alle previsioni; dall’altra un Bombassei che, simbolo di rottura con il passato, si è ritrovato all’ultimo momento senza i voti di due big come Paolo Scaroni (ad Eni) e Fulvio Conti (ed Enel).
Solo undici voti hanno diviso i due candidati; Bombassei questo lo sa e lo ha pubblicamente sottolineato: “Penso che ci sarà un incontro con Squinzi”, ha affermato Bombassei che punta a una mediazione con il presidente in pectore di Confindustria. “Siccome c'è un parziale equilibrio – ha continuato – spero che i nostri programmi elencati siano presi in considerazione”. Il vicepresidente di Confindustria si augura che avvenga “un mix di programma che possa accontentare tutti per il bene dell'associazione. Squinzi ha vinto, ma spero che terrà conto della competizione avvenuta con una piccola differenza”.

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