Sono gli chef Massimo Bottura e Davide Oldani, il pianista e compositore Ludovico Einaudi e il designer Alessandro Mendini i nuovi ambasciatori italiani dell’eccellenza creativa, i nuovi membri dell’Altagamma Honorary Council, l’organismo che dal 2002 riunisce società e istituzioni nazionali e internazionali che contribuiscono alla promozione della cultura italiana dell’eccellenza e dell’italian lifestyle nel mondo.

I quattro raggiungono Gaultiero Marchesi e Gillo Dorfles, nell’Altagamma Honorary Council dall’ottobre del 2013, da quando cioè l’associazione ha deciso di aprirsi ad esponenti italiani.

Ecco le motivazioni per il conferimento delle nuove membership:

«Massimo Bottura: nutrito dall’esperienza di chef internazionali quali Cugny, Ducasse e Adrià, Bottura ha saputo reinterpretare in chiave contemporanea e con grande eleganza ingredienti e ricette della tradizione italiana. I rimandi al mondo della musica e dell’arte e il riconoscimento della sua genialità a livello globale, lo rendono un ambasciatore esemplare della creatività e dell’eccletticità italiana.

Ludovico Einaudi: musicista incline alla sperimentazione e alla mescolanza di generi, Einaudi ha collaborato con artisti mondiali dalle più svariate estrazioni innovando continuamente la sua ispirazione e aprendosi a influenze popolari quali il rock, il jazz e la musica etnica. Un approccio colto e aperto al tempo stesso che riassume il genius loci italiano contemporaneo.

Alessandro Mendini: ha saputo infondere ingegno e creatività negli innumerevoli progetti che ne hanno fatto uno dei giganti del design mondiale. Innovatore del linguaggio del design, Mendini ha saputo raccontare i mutamenti culturali degli ultimi 50 anni, mescolando ironia stilistica e rigore progettuale. Il suo è un contributo sostanziale alla creatività italiana nel Novecento.

Davide Oldani: allievo di alcuni dei più grandi cuochi del panorama internazionale, ha saputo declinare in chiave pop la cucina d’autore diffondendola attraverso una pratica semplice e spontanea. La ricerca dell’”equilibrio dei contrasti”, l’attenzione alla forma e alla sostanza, uniti all’approccio non elitario all’eccellenza sono caratteristiche di quel “buono e ben fatto italiano” che è tra i principi cardine di Fondazione Altagamma».