Paolo Fiorentina, Sergio Ermotti, Roberto Nicastro

Paolo Fiorentina, Sergio Ermotti e Roberto Nicastro

A un mese dalla lettera di dimissioni dell’ex amministratore delegato di UniCredit, Alessandro Profumo, e alla conseguente nomina del suo successore, Federico Ghizzoni, il cda dell’istituto di piazza Cordusio definisce in via praticamente definitiva l’assetto del vertice. Roberto Nicastro è stato nominato direttore generale di Unicredit, mentre Paolo Fiorentino viene, invece, nominato direttore operativo (Chief Operating Officer, Coo) con responsabilità su IT, Back-office, Organizzazione, Hr-Management e Identity & Communications. Nicastro, indicato a lungo come possibile nuovo ad di UniCredit, diventa così il primo manager a ricoprire la posizione che ricoprì Alessandro Profumo prima di essere nominato anche amministratore delegato. L’introduzione di un direzione generale è quindi un cambio di passo importante che va incontro alle esigenze degli azionisti, in particolare delle Fondazioni.
Il cda di ieri non è stato certo una passeggiata. Nonostante il voto unanime, il presidente Dieter Rampl ha dovuto ‘scontrarsi’ fino all’ultimo con i rappresentanti delle Fondazioni per cercare di far passare l’introduzione di una doppia direzione generale, una dedicata alla banca commerciale, l’altra al corporate investment banking. Una affidata a Nicastro e l’altra attribuita al deputy ceo Sergio Ermotti. E proprio Ermotti, preso atto delle decisioni del Cda, ha deciso di annunciare la sua uscita da Unicredit: in attesa di trovare il suo successore, il manager ha deciso di gestire ad interim il Corporate & Investment Banking (Cib).
“La nuova struttura di governance - ha affermato Ghizzoni - è una tappa fondamentale nell'evoluzione di UniCredit quale primaria banca universale europea”. In particolare il banchiere rileva che “grazie alla chiara definizione delle responsabilità per le strategie, per le divisioni di business e le funzioni operative, l'istituto è perfettamente in grado di affrontare le sfide derivanti dal nuovo contesto economico e regolamentare”.

Il peso della Libia in Unicredit
Intanto sul fronte del peso libico nell'azionariato, all'origine dei malumori che hanno portato all'uscita di Profumo, interviene al termine del consiglio (una riunione serena e di oltre due ore) il Governatore della Banca Centrale libica, Farhat Omar Bengdara, che nega che ci sia un asse con Abu Dhabi e, tantomeno, con la Lybian Investment Authority. “Non ci sono legami con Aabar è un non sense”, assicura Bengdara. Il Governatore libico ribadisce anche che la Lia “è un soggetto distinto” e che la Central Bank of Lybia non intende acquistare altre azioni dell'istituto. Il giovane banchiere sgombra poi il campo da eventuali tensioni con i soci italiani e assicura che il sostegno di Tripoli ci sarà finché la strategia “continuerà ad essere quella di una banca internazionale”.

Le competenze di Nicastro e Ghizzoni
Nel nuovo ruolo Roberto Nicastro che, negli ultimi tre anni, è stato deputy ceo con la responsabilità sul retail, dirigerà l'intero business di banca commerciale, che comprende i settori relativi alle famiglie e Piccole e Medie Imprese e il Private Banking nonchè il Global Transaction Banking. Il direttore generale, il direttore operativo e il responsabile del Cib saranno a diretto riporto dell'amministratore delegato, così come il chief financial officer, il chief risk officer e il responsabile di Hr Strategy. Al Ceo riporteranno anche i country chairman di Germania e Austria. I country chairman di Italia e Polonia, nonché il responsabile della Cee (Central & Eastern Europe) saranno invece a riporto del direttore generale.