Giza © GettyImages

Con le violente proteste del Cairo, le dimissioni del presidente Mubarak e il potere passato nelle mani dell’esercito (Costituzione sospesa per sei mesi, fino al momento di nuove elezioni), l’Egitto sta attraversando un momento delicato della sua storia. Il rischio è che per lungo tempo mete turistiche come le piramidi di Giza o Sharm El Sheik vengano depennate dalla lista dei viaggiatori che non vogliono incorrere in vacanze ‘troppo agitate’. Il direttore dell’Ente Turismo Egiziano, Mohamed Abdel Gabbar, prova a chiarire la situazione: “Tutte le destinazioni turistiche egiziane non presentano problemi e sono pertanto da ritenere sicure e tutti i siti archeologici sono regolarmente aperti, tranne i musei, nei quale è in corso la verifica dello status di tutti i reperti”. Abdel Gabbar spiega come anche in passato l’Egitto ha dovuto affrontare situazioni problematiche negative per il settore turistico alle quali ha sempre saputo reagire, uscendone fortificato. Gli operatori hanno sempre dimostrato di credere in questa destinazione e continueranno a dare il loro supporto, affinché l’Egitto possa tornare al proprio ruolo di grande destinazione turistica, dal patrimonio unico e dal fascino incomparabile. “Esorto tutti - continua - a unire le nostre mani e i nostri cuori e a procedere fiduciosi verso un nuovo futuro di pace e prosperità”.