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Il 65% delle persone non va mai in vacanza. Cioè, magari si trova anche in un luogo di villeggiatura o di riposo, ma con la testa è collegato all’ufficio per mezzo di smartphone e tablet. A dirlo è uno studio IntelSecurity dal titolo Digital Detox: Unplugging on Summer Vacation (Disintossicazione digitale: ‘staccare’ durante le vacanze estive ). La generazione più attaccata ai device, e di riflesso al lavoro, a sorpresa, non è quella dei nativi digitali, bensì i 40- 50enni: solo il 37% riesce a liberarsi da questa schiavitù, contro il 49% dei Millennial. In particolare non può evitare di guardare l’email almeno una volta al giorno il 68% degli americani, contro il 61% degli abitanti di Singapore, seguiti da canadesi (60%), tedeschi (59%), messicani (59%), francesi (56%), olandesi (54%), brasiliani (53%) e spagnoli (52%). Ecco perché tra mare o montagna, lago o persino una grotta, cresce il numero di proposte digital free: in Sardegna, per esempio, il PoecyliaResort di Carloforte, sull’isola di San Pietro, vanta l’assoluta mancanza di tecnologia: no a televisori, telefono, internet, ma pure a frigobar e aria condizionata in camera. Per combattere il caldo ci si può dedicare alla meditazione. Le 18 suite de Le Grotte della Civita, nei Sassi di Matera, sono ricavate nel tufo: anche i bagni non hanno porte in queste grotte, ma si mimetizzano nella natura.

Qui, almeno, è disponibile una piccola luce e delle candele per combattere il buio. Nomen omen per Eremito, un eremo del Trecento a Parrano (Terni): il trattamento è da celletta di monaco, la giornata passa tra yoga e passeggiate a cavallo. Ed è vietato parlare durante i pasti. A Nord, in Trentino, il digital detox si mischia al relax: oltre all’orto-terapia e alle passeggiate nel verde, è disponibile almeno una spa. Sulle vette dolomitiche l’indirizzo è l’Altavia dei Silenzi, il letto di un fiume paleolitico che va dalle sorgenti del Piave alla foresta del Cansiglio a Vittorio. Qui, però, c’è da scarpinare.