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Il regista americano James Cameron

A protestare non sono solo Cinemark e Amc Entertainment, i due più grandi proprietari di cinema, che da soli possiedono quasi la metà delle sale negli Stati Uniti (16000 su 38605). La nuova offerta commerciale studiata da Fox, Universal, Sony e Warner Bros con l’emittente DirecTv fa insorgere anche registi del calibro di James Cameron (regista di colossal come Titanic e Avatar ) e Todd Phillips (The hangover ). L’idea è quella di permettere al grande pubblico di vedere i film più attesi sul televisore di casa, appena due mesi dopo l'uscita in sala, attraverso un servizio di video on demand e al prezzo di 29 dollari e 99 centesimi ciascuno.
Per Cameron il pericolo è che molti spettatori potrebbero decidere di evitare l'esperienza della sala sapendo che il film sarà presto disponibile a casa, ma le reazioni più forti arrivano dai due circuiti maggiori, Cinemark e Amc Entertainment: hanno annunciato che rifiuteranno di mandare i trailer e fare promozione per i film che saranno parte dell'offerta in video on demand, che dovrebbe partire a giorni. I proprietari di cinema, che minacciano di non proiettare i film presenti nell’offerta, hanno fatto anche una controfferta agli studios, che devono affrontare il crollo del mercato dei dvd: un'uscita in video in demand a 90 giorni dall'uscita in sala. Ma il vero interesse per le sale cinematografiche non è tanto posticipare l’arrivo di un film in televisione – dopo due mesi la maggior parte delle pellicole è già fuori proiezione – ma è quello di rivedere le percentuali con cui studi (che ora prendono le quote maggiori) e sale si dividono gli incassi.

Presto sulla video on demand. Per ora comunque il piano va avanti e sono stati annunciati i primi titoli che verranno offerti: Le commedie Mia moglie per finta con Adam Sandler, Cedar Rapids con Sigourney Weaver e il thriller Unknown - Senza identità con Liam Neeson. Per ora, però, il pubblico americano mostra poco entusiasmo per l'iniziativa. Stando a uno studio della PricewaterhouseCoopers per la rivista Time , solo il 29% del campione intervistato si è detto interessato a pagare di più per vedere prima un film in tv e il prezzo giusto per farlo viene considerato tre dollari non trenta.